Immolarsi per gli altri: Giovanni Zizolfi e Albino Badinelli
Preferì non rivelare la sua origine, quando venne rastrellato. Se l’avesse fatto, un’altra persona sarebbe stata uccisa al suo posto. E Giovanni, carabiniere, era un bravo ragazzo e voleva invece il contrario: che ammazzassero lui al posto di tutti gli altri. Provò per questo ad addossarsi la colpa di quell’attentato, ma non riuscì a convincere l’ufficiale tedesco. Rimase però muto sulla sua origine. Non era riuscito a salvare trentanove persone addossandosi una colpa non sua, ma almeno una riuscì a farla risparmiare dalla furia tedesca, dando la sua vita in cambio. Una qualsiasi, una persona che neppure conosceva. Era il 22 giugno 1944 quando morì assieme alle altre trentanove persone. Donne, uomini della città che lo aveva adottato. E quando finita la guerra il padre venne a recuperare la salma su a Gubbio, volle lasciarla lì. Gli egubini li avevano seppelliti tutti assieme, i martiri. E oggi Giovanni riposa ancora lì. Nel ricordo suo e delle altre trentanove vittime egubine, umbre, italiane, va il ricordo di tutti noi. Del loro sacrificio e dell’eroismo di Giovanni, che merita di essere onorato.
Lo ammazzarono comunque. Lo ammazzarono perché si era fatto avanti per salvare venti ostaggi e un intero paese, Santo Stefano D’Aveto, che i nazifascisti minacciavano di bruciare se gli sbandati non si fossero presentati in caserma. Albino Badinelli, carabiniere, non ci aveva pensato due volte. Al babbo e alla mamma, a cui era enormemente legato, aveva detto "Devo presentarmi prima che venga ucciso qualcuno, perché non avrei più pace. Io devo essere il primo". E così fu. Si presentò in caserma e il comandante, quel 2 settembre del 1944, lo fece fucilare. Due colpi al cuore e uno alla testa. Gli tolse tutto, anche il diritto a confessarsi che pure lui, molto credente, gli aveva chiesto. Nonostante questo, Albino li perdonò tutti: “Perdonali, perché non sanno quello che fanno”, furono le sue ultime parole. Alla sua memoria, al ricordo di questo ragazzo che salvò venti persone e un intero paese pagando con la sua vita, va il pensiero di tutti.
Leonardo Cecchi
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Giovanni Zizolfi, eroe sconosciuto, fece finta di essere umbro, di Gubbio. Era un ragazzo siciliano, in realtà. Ma se l’avesse detto i tedeschi non l’avrebbero preso. Perché come rappresaglia per due tedeschi morti proprio a Gubbio, i nazisti volevano uccidere quaranta egubini.
Ad Albino Badinelli gli negarono persino il prete per confessarsi. Aveva ventitré anni Albino Badinelli, ma sembrava ancora un bimbo.