Corpi speciali a difesa dei regimi politici
Questi corpi devono essere distinti dalle vere e proprie “guardie del corpo” che hanno il compito di garantire l’incolumità del capo o di personaggi particolari nell’arco delle 24 ore. Nell’esercito dell’impero persiano, intorno al 500 a.C. erano presenti Gli immortali, una unità scelta di 10mila uomini a guardia del Re dei Re. Se uno di loro moriva era immediatamente sostituito, da qui l’aggettivo. Parteciparono alla seconda spedizione guidata da Serse nel 480 a. C contro la Grecia, ma furono messi in fuga con tutto l’esercito. L’ultimo scià di Persia, Reza Pahlevi, durante il suo regno (1941 – 1979) volle rievocare il mito millenario istituendo la Guardia Juvedan, che in persiano significa immortale. Era composta di 8mila uomini e mezzi corazzati, ma non fu sufficiente ad impedire la sua cacciata dal trono e l’esilio. Nell’impero romano fu organizzata da Augusto la Guardia Pretoriana a difesa del regime imperiale. Augusto conservò il potere per 41 anni, ma furono meno fortunati i suoi successori, spesso uccisi o detronizzati dagli stessi pretoriani che avevano acquisito un potere esorbitante.
Il sultano Orha, capo dell’impero ottomano nel XIV sec. decise di costituire un corpo speciale I giannizzeri, in turco “Nuova milizia”, da opporre alle inaffidabili leve delle tribù. Il numero iniziale era di solo mille unità, ma aumentò in seguito fino a circa 50mila. I giannizzeri parteciparono a tutte le guerre condotte dall’ impero fin all’inizio del XIX sec. quando vennero sciolti per il loro eccessivo potere. Faceva parte dell’esercito napoleonico la Guardia Imperiale, l'unità militare di élite dedicata alla protezione dell’imperatore. Impiegata anche nelle campagne militari, nel 1815, a Waterloo, fu gettata in battaglia nel disperato tentativo di evitare la sconfitta. Tre dittatori, Stalin, Mussolini e Hitler, si sono distinti nel secolo scorso per aver istituito corpi speciali dedicati sia ad una feroce repressione politica, che alla partecipazione a guerre di aggressione. In Russia alla CEKA, la polizia politica voluta da Lenin nel 1917 per combattere i nemici del nuovo regime bolscevico, seguì la NKVD istituita da Stalin. L’acronimo, in italiano, è “Commissariato del popolo per gli affari interni”, il riferimento al popolo è irridente. Aveva lo scopo di mantenere il potere del regime, attraverso arresti, esecuzioni in massa e deportazioni nei gulag. Lavrentij Berija ne fu spietato capo dal 1938 al 1953, periodo in cui le repressioni raggiunsero il culmine, La Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) al comando di Mussolini, fu istituita nel febbraio 1923. Era una forza armata, in maggioranza camici nere. Nel 1939 comprendeva oltre 700mila uomini. Aveva compiti di gendarmeria, in pratica controllo politico ubiquitario. Entrata a far parte dell’esercito italiano, mantenne alcune caratteristiche distintive (la camicia nera, lo stendardo, il teschio come simbolo). Come brigate combattenti parteciparono all’aggressione dell’Etiopia nel 1935, a sostegno delle truppe franchiste nella guerra civile spagnola nel 1936 e nelle varie campagne militari nella seconda guerra mondiale a fianco della Germania nazista. Nel 1944 confluì in parte nell’esercito della Repubblica sociale Italiana. Le SS (Schutzstaffel), letteralmente “schiera di protezione”, all’inizio degli anni 1920 erano una formazione paramilitare di supporto al partito nazista. Dal 1925 divenne responsabile della sicurezza personale di Hitler, dopo il 1933 ebbero il controllo dei più delicati gangli dell’amministrazione interna del Reich, ivi compresa la polizia e il controspionaggio. Capo delle SS fu dal 1929 Himmler, suicidatosi prima di essere processato come criminale di guerra. Durante la seconda guerra mondiale furono numerose le divisioni combattenti, le Waffen-SS. Il Totenkopfring (Anello con il teschio),simbolo della loro sinistra fama, era una delle più ambite decorazioni, ne furono distribuiti oltre 14mila. Seguirono la follia omicida di Hitler fino alla fine. Gli odierni regimi autocratici e/o dittatoriali non hanno necessità di ricorrere a corpi speciali, riescono a mantenere il potere con metodi sia coercitivi che persuasivi favoriti dagli attuali mezzi di comunicazione. Vi è stata un’eccezione con aspetti folcloristici del dittatore libico Muammar al-Qaddafi che nel 1983 aveva creato la Guardia Amazzone formata da quaranta donne con funzioni di guardia del corpo. Negli incontri internazionali lo seguivano accampate nelle tende, ma furono del tutto ininfluenti negli eventi che portarono alla sua caduta e uccisione da parte delle tribù ribelli nel 2011. Anche i Corazzieri italiani possono essere considerati un corpo speciale a difesa dello Stato. Istituito nel 1860 dal Ducato di Savoia, successivamente collegato alla monarchia Sabauda, è dal 1946 addetto alla sicurezza del Presidente della Repubblica Italiana. Ai corazzieri è stato dedicato un bel documentario della RAI TV, I giganti del Quirinale, proiettato in occasione della festa della Repubblica del 2 giugno 2025. Mi ha ricordato i tempi della mia infanzia, negli anni Trenta, quando la fantasia giovanile era colpita da questi guerrieri giganti, con corazze, elmi piumati e sciabole scintillanti, in sella a focosi destrieri. Erano popolari per la loro insolita statura: i maschi italiani di allora erano piuttosto piccoli, l’altezza media di appena 162.9 cm, valori riscontrati nel 1861, quando fu proclamato il Regno d’Italia, ma stava aumentando lentamente e avrebbe raggiunto 174.5 cm solo nel 1980, sempre inferiori a quelli dei corazzieri con i loro 190 cm ed oltre. Ancora negli anni ‘60 il popolare attore comico Renato Rascel, con una divertente canzonetta, Il piccolo corazziere, ironizzava sul divario tra la sua bassa statura e quella dei corazzieri. Le prime tracce della nascita di questo corpo speciale risalgono al XIV sec. quando fu costituito un corpo di arcieri e scudieri addetto alla sicurezza degli esponenti della Casa Savoia, ma fu soltanto sotto il ducato di Emanuele Filiberto Testa di Ferro (1553-1580) che si costituì una Guardia d'Onore del Principe. Da allora è rimasto addetto alla guardia dei regnanti di Savoia fino al passaggio alla Repubblica italiana nel 1948. Intorno al 1630, venne formata una Compagnia Corazze di Sua Altezza che cominciò a portare sul petto delle corazze il monogramma dell'autorità statuale, tradizione che è giunta fino ai nostri giorni. Quando il corpo fu costituito, aveva in organico 1 capitano comandante, 4 ufficiali, 9 sottufficiali (ora 12), 69 carabinieri (ora 88). Durante il regime fascista, i Corazzieri mantennero il loro ruolo di guardia d'onore della monarchia, seguirono il re negli eventi bellici, alcuni aderirono alla resistenza dopo l'8 settembre 1943. Il Mausoleo Ardeatino custodisce le spoglie del carabiniere guardia Calcedonio Giordano, medaglia d'oro al valor militare, arrestato a Roma nel 1944, torturato e ucciso alle Fosse Ardeatine. Nel maggio 1948 il neoeletto presidente della repubblica, Luigi Einaudi, ripristinò lo Squadrone carabinieri guardie con le divise storiche del 1876. Nel 1992 fu ufficialmente denominato Reggimento Corazzieri che oggi è definito un reggimento a cavallo, forza specializzata dell’Arma dei Carabinieri, guardia d’onore del Presidente della Repubblica. Nel documentario sopraricordato è stato sottolineato come sia necessaria resistenza fisica e preparazione atletica per i prolungati turni di servizio in immobilità completa, destrezza per cavalcare cavalli di razza speciale e per guidare le voluminose e potenti moto Guzzi. L’addestramento comprende le arti marziali per la difesa personale, il paracadutismo ed esercitazioni di tiro. Particolare attenzione è dedicata agli elmi piumati, alle corazze e a tutto l’abbigliamento al quale provvede una sartoria artigianale. La perfezione alle parate deve essere totale. Il documentario ha evidenziato una vita fatta di rigidi addestramenti quotidiani in tutte le discipline militari, ma anche momenti di vita collettiva caratterizzati da un forte senso di appartenenza e di orgoglio per le funzioni richieste. La storia dei corpi speciali a difesa del potere politico ha evidenziato oppressione delle libertà popolari e partecipazione a guerre di aggressione. I corazzieri italiani da circa ottanta anni rappresentano la forza dello Stato, a difesa della Presidente della Repubblica. Le guerre di offesa sono ripudiate dalla Costituzione Italiana.
Alberto Dolara |
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Nel corso dei secoli i regimi politici, in particolare quelli autocratici e/o dittatoriali, sono stati sempre attratti dalla possibilità di avere corpi speciali a difesa del loro potere anche se li hanno utilizzati in guerre di aggressione.