Le false speranze di Kiev nella Nato
Dopo un periodo di entusiasmo iniziale quando l’Alleanza Atlantica era diretta dal norvegese Jens Stoltenberg, con il passaggio delle consegne all’olandese Mark Rutte meno di un anno fa tale entusiasmo è assai diminuito. Non è certo colpa di Rutte, ovviamente, che sta facendo il possibile per tenere unita l’alleanza. Le cause vanno piuttosto ricercate a Washington, dove a Donald Trump non basta aver imposto alle nazioni Nato dazi sulle esportazioni e un corposo aumento della spesa militare. E’ ben noto che il tycoon non crede molto all’alleanza occidentale e cerca, al contrario, di ristabilire buoni rapporti con la Federazione Russa di Putin (tentando, al contempo, di tenere a bada la Cina). Di qui le continue sberle in faccia ai tradizionali alleati europei e asiatici, e un disinteresse progressivo per Kiev. Tutto questo proprio mentre il gruppo dei “Brics” (formato da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), ai quali si sono recentemente aggiunte altre nazioni importanti come Indonesia, Egitto e Iran, sta lavorando intensamente per promuovere il commercio extra-occidentale. Non solo.
Ulteriore obiettivo importante è togliere al dollaro americano la sua funzione di valuta di riferimento mondiale. Cosa possa fare l’Ucraina in una simile situazione non è affatto chiaro. A Kiev il supporto europeo, da solo, non basta, mentre nel frattempo la Casa Bianca è diventata un ring dove si scontrano senza esclusione di colpi Trump, Elon Musk e Steve Bannon. Un fatto è comunque certo. D’ora in poi sarà sempre più difficile fidarsi delle promesse di Washington, rammentando anche quanto avvenne in Afghanistan con Bide. Mentre l’Europa, per non implodere, dovrà giocoforza imparare a giocare su tavoli diversi.
Michele Marsonet
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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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Si parla spesso, ormai, dell’Ucraina sedotta e abbandonata dalla Nato, e vi sono buone ragioni per sostenerlo.