Festa all’Archivio di Stato: interviene la macchina del protettorato
La Carrino, osserva Gasparri, «è nota per i risultati positivi raggiunti negli ultimi cinque anni della sua gestione, durante i quali ha reso l'Archivio di Stato di Napoli uno dei poli culturali più attivi ed attrattivi d'Italia, aprendolo al territorio e riuscendo a rivitalizzarne e ad esaltarne ruolo e potenzialità. Grazie al suo impegno e alla oculata scelta finalizzata a raggiungere una maggiore integrazione e interazione tra l'Archivio di Stato e la città, studiosi, universitari e cittadini di Napoli e del resto d'Italia hanno potuto conoscere e apprezzare un patrimonio storico inestimabile e partecipare a mostre, convegni, conferenze, concerti ed eventi organizzati». Nonostante ciò, si legge nell'interrogazione, «è stata destinataria di attacchi e aggressione mediatica per aver concesso alcune sale dell'Archivio a una coppia di sposi che aveva deciso di festeggiare in quella sede le proprie nozze», quando invece «l'organizzazione si è svolta secondo le procedure interne e le prescrizioni normative, senza causare alcun danno ai documenti ivi conservati». Il senatore di Forza Italia chiede dunque al ministro della Cultura quali siano le sue valutazioni sulla vicenda e se l'eventuale «decisione di adottare sanzioni nei confronti della dottoressa Carrino, nonostante i risultati più che positivi dalla stessa raggiunti nel lungo corso della sua gestione, non sia eccessiva" e magari da imputare ad "altre motivazioni».
Ecco che ci risiamo. Appena uno di ‘loro’ viene messo in discussione, e anche giustamente, parte la controffensiva e si mette in moto la macchina del protettorato. Risulta evidente che è stata commessa una leggerezza, per restare bassi, ed invece di ammettere l’errore si difende l’indifendibile. Purtroppo è il vecchio metodo di sempre che tanto male ha fatto al paese.
Francesco Emilio Borrelli |
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