Festa all’Archivio di Stato: interviene la macchina del protettorato
La Carrino, osserva Gasparri, «è nota per i risultati positivi raggiunti negli ultimi cinque anni della sua gestione, durante i quali ha reso l'Archivio di Stato di Napoli uno dei poli culturali più attivi ed attrattivi d'Italia, aprendolo al territorio e riuscendo a rivitalizzarne e ad esaltarne ruolo e potenzialità. Grazie al suo impegno e alla oculata scelta finalizzata a raggiungere una maggiore integrazione e interazione tra l'Archivio di Stato e la città, studiosi, universitari e cittadini di Napoli e del resto d'Italia hanno potuto conoscere e apprezzare un patrimonio storico inestimabile e partecipare a mostre, convegni, conferenze, concerti ed eventi organizzati». Nonostante ciò, si legge nell'interrogazione, «è stata destinataria di attacchi e aggressione mediatica per aver concesso alcune sale dell'Archivio a una coppia di sposi che aveva deciso di festeggiare in quella sede le proprie nozze», quando invece «l'organizzazione si è svolta secondo le procedure interne e le prescrizioni normative, senza causare alcun danno ai documenti ivi conservati». Il senatore di Forza Italia chiede dunque al ministro della Cultura quali siano le sue valutazioni sulla vicenda e se l'eventuale «decisione di adottare sanzioni nei confronti della dottoressa Carrino, nonostante i risultati più che positivi dalla stessa raggiunti nel lungo corso della sua gestione, non sia eccessiva" e magari da imputare ad "altre motivazioni».
Ecco che ci risiamo. Appena uno di ‘loro’ viene messo in discussione, e anche giustamente, parte la controffensiva e si mette in moto la macchina del protettorato. Risulta evidente che è stata commessa una leggerezza, per restare bassi, ed invece di ammettere l’errore si difende l’indifendibile. Purtroppo è il vecchio metodo di sempre che tanto male ha fatto al paese.
Francesco Emilio Borrelli |
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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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