Pensieri tra Natale e Capodanno
Il giorno di Natale sono entrato in chiesa, dopo non so quanti lustri, ed ho ascoltato la messa di mezzogiorno. Alla fine ho anche scambiato segni di pace coi vicini che non conoscevo nè mai avevo visto. E` stato un impulso estemporaneo, dopo un po' mi sono trovato davanti la facciata di San Paolo di Ravone, dove da ragazzo andavo a giocare a basket nel campetto dell'azione cattolica. Ho militato in quella squadra per anni, i piu` belli della mia vita. Insomma il destino. Nei tre giorni che sono stato a Bologna ho pensato parecchio al passato al presente e al futuro, ho rivissuto momenti e ho provato a immaginare momenti ancora a venire. Sara` stata la breve nevicata, non so, il cielo azzurro del giorno di Natale. Mi ha dato molto questo viaggio senza preparazione, spontaneo, nato dalla voglia di fare qualcosa per i miei genitori cui credo di aver fatto veramente un gran regalo. Chi si rafforza cerca un punto di ancoraggio, cerca delle certezze metafisiche, risponde a un bisogno interiore di ritrovarsi, ma anziche` leggere dentro se stessi scelgono la via facile. La fede. Io non ho nulla contro chi crede veramente, la fede e` una grande forza. Ma io ho sempre scelto la via alternativa e anche mentre ascoltavo la messa e scambiavo segni di pace, sentivo che il mio segno di pace veniva da una radice differente. Amo il prossimo non per adempiere a un comandamento, ma sperando di trasmettere cio` che sento. L`amore e` il mio, sono io, voglio essere io la sua radice. |
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"L`hitchasek" in ebraico significa "rafforzarsi" e ultimamente viene usata per indicare le persone che si avvicinano alla religione, che scoprono la fede o che tornano alla fede.