I vecchi film suscitano nostalgie sopite
Molte scene mi hanno fatto subito ripensare al periodo trascorso come “graduate student”, nei primi anni ’80, all’Università di Pittsburgh in Pennsylvania. Non la cosmopolita New York, dunque, nella quale soggiornai nel decennio successivo, bensì una città industriale espressione dell’America autentica, quella del Mid West. Ancora al centro del mondo nonostante le ferite della sconfitta nella guerra del Vietnam fossero più che mai fresche ed evidenti. Difficile dire cosa abbia scatenato la nostalgia. Probabilmente la visione, per quanto ricostruita sul set cinematografico, di un’America che non c’è più e che, sicuramente, mai più ritornerà. Da studente italiano ricordo la meraviglia per l’incredibile diffusione dei fast food, che da noi erano ancora rarissimi, e che io utilizzavo molto disponendo di una borsa di studio sufficiente per vivere, ma non certo adatta per scialare.
Stessa meraviglia quando, aprendo un conto corrente, la banca mi diede subito il bancomat, che da noi iniziava appena a diffondersi. Sensazione di onnipotenza quando capii che potevo prelevare il contante allo sportello automatico senza fare lunghe file nella filiale. Il personaggio di Forrest Gump viveva nel profondo Sud, in Alabama, quindi in un ambiente diverso dalla Pennsylvania dove io abitavo. Ma, a tale proposito, è netto anche il ricordo dell’aiuto fornito dall’università per trovare alloggio in coabitazione con altri studenti, di solito americani, con qualche raro straniero. Era, quella, un’America in cui si respirava un’aria di libertà maggiore rispetto all’Europa. Si aveva l’impressione di poter fare tutto senza troppi ostacoli, favoriti anche dall’ottima qualità dei corsi universitari. E gli americani, almeno allora, erano tolleranti verso coloro che avevano un accento straniero. Al punto che fui pure incaricato di fare lezioni “di ripasso” in qualità di “teaching assistant”. Nessun lamento, solo qualche sorriso di comprensione per l’accento un po’ esotico. In seguito, dopo essere tornato come “visiting professor” nella stessa Pittsburgh e in altri atenei, mi accorsi per l’appunto che quell’America non c’era più. Più evidenti le tensioni razziali, meno sicuri della superiorità del loro sistema gli studenti e i cittadini in generale, maggiore il senso di insicurezza percepibile nella vita quotidiana. Ecco quindi come un film può far ripercorrere in un baleno tanti episodi della vita di un individuo, inducendolo a rimpiangere ciò che è stato e che non si ripeterà più. |
Pubblicazioni mensili
Nuovo Monitore Napoletano N.204 Dicembre 2025
Miscellanea Storia e Filosofia1940-1956: Lituania, Estonia, Lettonia tra imperialismo russo e occupazione nazista Cola di Rienzo: il tribuno augusto del basso Medioevo Bernardo Clesio e Ascanio Marino Caracciolo insieme per la pace in Europa
Libere Riflessioni Napoli 2025, la maggioranza degli intellettuali sono a corte Commissione europea: il potere che sfida la legge Mercato libero o mercato padrone? Da San Gregorio Armeno in piazza Municipio una natività gigante Il pauperismo non tramonta mai
Filosofia della Scienza Gli universali nelle scienze sociali Rovelli sulla fisica quantistica
Cultura della legalità Profili storico-giuridici della giustizia costituzionale “La Costituzione in tasca”. Art.9 Vittime innocenti. Dicembre 1920-2017
Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 2136 visitatori e nessun utente online |



Succede, a volte, che la visione di un vecchio film riempia la mente di nostalgie sopite perché si riferiscono a tempi passati. A me è capitato in questi giorni rivedendo “Forrest Gump”, il capolavoro di Robert Zemeckis girato nel 1994.