Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Daniel Kahneman: pensieri lenti e veloci

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Lentezza e velocità caratterizzano da sempre pensieri e azioni degli esseri umani. Hanno ambedue etimologia latina (lentitia e velocitas).

Sono concetti strettamente legati tra loro, e possono coesistere: Valentino Rossi, campione mondiale di motociclismo, ha affermato «anche se è un paradosso, è questa la verità, più vai forte e più i tuoi movimenti in sella devono essere lenti.»

Nella società attuale predominano i meccanismi mentali “veloci” che portano spesso a conclusioni errate. L’esigenza di contrastarli, sollecitando quelli più “lenti” che aiutano a ragionare, è stata sostenuta da Daniel Kahneman, psicologo israeliano, premio Nobel per l’economia nel 2002.

Daniel Kahneman nacque a Tel Aviv il 5 marzo 1934, da madre ebrea, matrascorse gli anni d’ infanzia a Parigi, nella Francia occupata dai nazisti e visse la difficile esperienza dei bambini ebrei. Il padre venne arrestato, rinchiuso nel campo di concentramento di Drancy, poi rilasciato per l'intervento del datore di lavoro.

La famiglia rimase costantemente in fuga e in clandestinità per tutta la durata della guerra; il padre morì nel 1944 e Kahneman e la sua famiglia si trasferirono nel Mandato Britannico della Palestina nel1948 che poi divenne lo Stato di Israele.

 

Professore all’università di Princeton; fu uno dei fondatori della finanza comportamentale.

Collaborò per molti anni con Amos Tversky autorevolepsicologo cognitivo e matematico israeliano; insieme dimostrarono come i processi decisionali umani violassero sistematicamente alcuni principi di razionalità.

Nella comunità scientifica Kahneman è noto per essere stato il secondo psicologo, dopo Herbert Simon nel 1978, ad aver ottenuto il premio Nobel in economia nel 2002.

Le sue ricerche hanno indicato che applicare la psicologia cognitiva alle decisioni in politica economica porterebbe ad una economia razionale ed eviterebbe errori importanti. .

Nel libro del 2012 Pensieri lenti e veloci, Kahneman ha illustrato le differenze tra questi due tipi di pensiero e quali ne siano le conseguenze attraverso un’affascinante esplorazione del funzionamento della nostra mente.

Il libro non è di facile lettura, ma vi sono molti esempi che stimolano il lettore. L’autore ha affermato (in contrasto con gli assunti delle ricerche psicologiche precedenti, secondo le quali   il pensiero è di norma razionale e le deviazioni sono in quasi tutti i casi dovuti ad emozioni che lo interrompono) che esistono in realtà errori sistematici del pensiero delle persone normali imputabili proprio al meccanismo di come avviene la conoscenza attraverso due forme di pensiero, quello veloce, intuitivo e quello lento, riflessivo.

Kahneman ha riconosciuto che le capacità intuitive della nostra mente funzionano a meraviglia nella la vita quotidiana, ma la ricerca spontanea di una soluzione intuitiva di fronte a un problema a volte fallisce.

Occorre allora passare ad una forma di pensiero più lenta, riflessiva e anche impegnativa, che richiede un notevole sforzo mentale.

Ha denominato il primo meccanismo sistema mentale 1 e il secondo sistema mentale 2; quest’ultimo richiede anche considerazioni statistiche ed è illustrato dall’esempio seguente:

«Steve viene descritto come un giovane molto timido e chiuso.

Sempre disponibile, ma con scarso interesse per le persone del mondo della realtà, ha bisogno di ordine e struttura e passione per il dettaglio. È più probabile che sia un bibliotecario o un agricoltore?»

La somiglianza della personalità di Steve con lo stereotipo della personalità del bibliotecario colpisce subito tutti, ma ignora il fatto che negli Stati Uniti ci sono oltre venti agricoltori maschi per ogni bibliotecario dello stesso sesso ed è quasi sicuro, concludeva Kahneman, che si troverebbero più anime “miti ed ordinate” sui trattori che al banco d’informazioni di una biblioteca.

Un altro esempio mostra le deficienze del sistema 1:

«Una mazza di baseball e una palla costano un dollaro e dieci. La mazza costa un dollaro più della palla. Quando costa la palla?»

La risposta più semplice, intuitiva, è dieci centesimi, ma allora il costo totale sarebbe un dollaro e venti (dieci per la palla e uno e dieci per la mazza) e non di uno e dieci; la riposta errata venne data da oltre il 50% degli studenti di università selettive come Harvard.

In università meno selettive la percentuale fu di oltre l’80%, una evidente mancanza di controllo da parte del sistema 2 che avrebbe dato la risposta esatta: cinque centesimi.

Troppe persone, è stata la conclusione dell’autore, sono troppo sicure delle loro intuizioni, tendono a riporre in esse troppa fiducia, trovano lo sforzo cognitivo leggermente sgradevole e lo evitano più che possono.

Un capitolo del libro è dedicato agli eventi rari: Kahneman ha paragonato, con l’ironia tipica della cultura ebraica, la psicologia di chi acquista un biglietto delle lotterie con ricchi premi a quella di chi teme di salire su un autobus ed essere vittima di attentati terroristici, a quell’epoca frequenti in Israele.

In entrambi i casi la probabilità reale è irrilevante, ma il ruolo delle emozioni e la vividezza delle immagini mentali del processo decisionale sopravvalutano i risultati improbabili, una delle caratteristiche del sistema 1.

Comprare un biglietto della lotteria è immediatamente premiato da piacevoli fantasie. evitare di salire su un autobus è premiato dal sollievo dalla paura.

Ha comunque avvertito che «se mettessimo costantemente in discussione il nostro stesso pensiero, l’esistenza ci apparirebbe insopportabile; il sistema 2 è troppo lento ed inefficiente per fungere da sostituto del sistema 1 nel prendere decisioni di routine. Il meglio che possiamo fare è giungere ad un compromesso e riconoscere le situazioni in cui è probabile si verifichino errori ed impegnarci maggiormente ad evitare grossi sbagli quando la posta in gioco è alta.»

La posta in gioco è sicuramente alta quando si tratta di economia: le scelte rapide, liberistiche, considerano gli esseri umani totalmente razionali da essere in grado di scegliere liberamente, con risultati talora disastrosi.

Se invece, come hanno dimostrato le ricerche di Kahneman, le scelte tengono conto sia del pensiero lento che di quello veloce, si va nella direzione di una economia comportamentale e gli errori possono essere evitati.

Se la posta in gioco è addirittura il futuro dell’umanità, messo attualmente in discussione da disuguaglianze, disastri ambientali, e possibili guerre nucleari, l’intervento del sistema 2, in termini di razionalità e saggezza, è davvero ineludibile.

 

 

 

 

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