Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Il Paese dei Balocchi

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Conferenza su legalità e lotta alle mafie: il racconto di Silvia, studentessa del liceo Copernico di Prato.

Questo pezzo era nato come un semplice resoconto di ciò che è stato detto durante la conferenza sulla lotta alla criminalità organizzata, che si è tenuta lo scorso novembre nella nostra scuola. Infatti questo articolo doveva comparire a novembre!

Beh, scusate, ma non riuscivo a trovare un modo per farvi capire quanto il tema sia di vitale importanza per tutti senza cadere nel banale, soprattutto dopo aver ascoltato quanto appassionatamente ne hanno parlato il senatore Lorenzo Diana e i membri della fondazione Antonino Caponnetto alla conferenza. L'unica cosa che posso fare è dirvi quello che so, con l'aiuto delle loro parole.

Tanto per cominciare, sfatiamo falsi miti. La mafia esiste, sebbene qualcuno provi ancora a negarlo, ed è diffusa in Italia al nord come al sud e poi in Europa, Stati Uniti e Sud America. in Italia poi non ci sono solo Mafia, Camorra e 'Ndrangheta, ma mafie serba, albanese e cinese. Altro falso mito portato avanti è che sia un fenomeno puramente criminale, della serie "tanto s'ammazzano tra loro".

Sbagliatissimo, non si è ancora ben compreso che la criminalità organizzata è un fenomeno radicato a fondo nel tessuto sociale ed economico del nostro paese, come una metastasi.

Cancro, metafora che i conferenzieri hanno usato per descrivere le mafie, come una malattia che per quanto si provi a debellare, continua a evolversi e diffondersi. si infiltra in ogni organo sano del nostro paese, ovunque abbia la possibilità di arricchirsi, come un parassita, a spese del povero ospite. Fa grandi affari col politico di turno, non le importa l'orientamento, è apartitica, basta che ottenga ciò di cui ha più bisogno: soldi, potere e impunità. e i politici, in cambio di voti sicuri, le danno appalti, silenzio, carcere comodo, ma soprattutto leggi che tutelino Lei e Loro.

 

Non certo Noi. Esempi? riforma della giustizia, che alimenta l'impunità dei colpevoli, limita il potere dei magistrati e anticipa la caduta in prescrizione dei processi, il paese dei Balocchi per chi voglia commerciare, trafficare, riciclare, guadagnare, vivere illegalmente. Altro esempio: legge sulle intercettazioni, che di fatto disarmerebbe la polizia, incapace di compiere arresti del calibro di Antonio Iovine e quello recente di 35 'ndranghetisti, che, secondo un membro della fondazione Caponnetto, sono arresti certamente importanti, ma che non indeboliscono un clan se all'arresto non segue un sequestro dei beni provenienti da attività illegali.

Inoltre, parlando di arresti, si sa che spesso i malavitosi hanno continuato da dietro le sbarre a guidare il clan e intimidire con lettere minatorie i magistrati. Ben venga allora la riforma della giustizia, se mette al primo posto la certezza della pena, e carcere duro a boss e malavitosi, perché non possano comunicare con l'esterno, fatta eccezione per gli avvocati.

E' possibile sradicare la criminalità organizzata dalla società, ma solo con la consapevolezza da parte dei cittadini che chi sbaglia paga, che la legge sia davvero uguale per tutti e che stato e classe dirigente siano presenti e, soprattutto, credibili.

Solo con questo sentimento i cittadini che hanno terrore di alzarsi in piedi e protestare contro le ingiustizie subìte avranno più coraggio per combattere l'illegalità.

Noi, d'altra parte, possiamo contribuire e partecipare a questa lotta continua facendo del nostro meglio per vivere nell'onestà e nella correttezza, senza mai scendere a compromessi, solo perché sembra "più facile".

Se dico così è perché conferenze come questa, insieme a trasmissioni televisive in cui è possibile ascoltare testimonianze dalla viva voce di chi l'illegalità la combatte ogni giorno, sebbene mostrino l'enorme potenza delle mafie, fanno comunque sperare che una società più Giusta sia possibile.

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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