Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

La scarsa memoria storica di Ventotene

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Ventotene, nella sua fondamentale guida distribuita gratuitamente ai turisti italiani e stranieri e nei pannelli ufficiali sparsi nell’isola, in tutte le loro parole non cita mai ‘Italia’, ‘Risorgimento’, ‘Unità’, ‘Libertà’.

L’unico segno di ‘italianità una e liberà è dato dalla bandiera italiana sulla facciata del Municipio.

Questo dà il segno deformato e capovolto di memoria civile di questo Comune (come di tanti altri), in balia storica e dei loro effetti di lunga durata dei cinque nemici storici del fondante Risorgimento dell’Unità, della Libertà dell’Italia dalla fine del Settecento al 1922: il cattolicesimo clericale, i monarchici assolutisti e aristocratici, il socialcomunismo di origine marxista-engelsiana, il fascismo, ed i loro eredi repubblicani.

Il Neoborbonismo, come il Leghismo, sono stati e sono effetti  dell’azione di lunga durata dell’azione dissolvente della memoria risorgimentale, con la possente regìa vaticana, nemica costante del Risorgimento dell’Unità, che ha implicato la fine storica dello Stato della Chiesa con la loro capitale, Roma, e dei valori di Libertà, di Laicità, di Modernità dello Stato che il Risorgimento ha fatto vivere e contro i quali il Vaticano è stato ed è in mille forme, dirette o indirette, agli antipodi nei millenni e che combatte oggi, come ieri.

Si offrono la foto del Comune e della Guida ufficiale e di un pannello pubblico e si riportano le frasi più falsificate e inaccettabili.

Guida ‘Comune di Ventotene’ ‘Ventotene e S. Stefano’. Percorsi storici-archeologici naturalistici nella Riserva Naturale Statale’. Sezione ‘La storia’:

 

«A partire dal 1817 Ventotene e S. Stefano divennero luogo di esilio per tutti coloro che ostacolavano il consolidamento del regno di Napoli… (proprio così). Dal 1997 le isole Ventotene e S. Stefano sono state dichiarate Area Marina Protetta e dal 1999 Riserva Naturale Statale, riconoscimento di alto valore storico culturale ed ambientale di questo piccolo isolato territorio, inizialmente marchiato quale luogo di detenzione e oppressione del libero pensiero.»  (Proprio così)

Dal pannello fondamentale di accoglienza presso la Chiesa Parrocchiale:

«Ventotene isola di confino. A partire dal 1825 (proprio così) giunsero confinati per motivi politici importanti costituzionalisti (proprio così), come Salvatore Morelli, oppositori borbonici, briganti calabresi, camorristi, ex detenuti per reati comuni, ecclesiastici per cattiva condotta, e soldati in punizione.»

Uniche luci di speranza civile sono la memoria del federalismo europeo col Manifesto di Ventotene di Colorni, Rossi, Spinelli (la cui lapide sulla facciata del Comune è diventata quasi illeggibile) e la libreria in piazza Castello ‘Ultima Spiaggia’.

 

 

 

 

 

 

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