L'alba del tredici dicembre 2011 dalla grande finestra della clinica del delta
Nell'aria e fino a dove gli occhi arrivavano, fluttuava un velo di foschia e il campanile del paese più vicino, era delle strutture, la prima cosa che si notava.
Appena dietro l'orizzonte dei tetti delle case ad est, vi era uno squarcio di cielo sereno che poco a poco si tingeva d'aurora arancione intenso, mano a mano che il sole, come un padre, svegliava il volo degli uccelli.
Il primo a passare davanti alla grande finestra e ad esser visibile ai miei occhi, fu un bellissimo airone cenerino; lento e possente era il suo batter d'ali nell'attraversare con armonia quello spazio in volo.
Appena scomparve dalla mia vista, fu nuovamente la stella del giorno ad accecarmi e a riempirmi il cuore... era fuoco intenso per l'animo di ogni risveglio...
Le nuvole giocavano a colorarsi e si frastagliavano come onde divenendo crespe e molteplici.
Tutte in fila per irradiarsi e per continuare attraverso il loro cammino, a dipingersi e a dipingere di vita questa natura vera e pura di un mattino felice dell'indimenticabile, infinita e inconoscibile verità. |
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Nuovo Monitore Napoletano N.204 Dicembre 2025
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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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