Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Per il decennale del Nuovo Monitore Napoletano

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Dal Monitore Napoletano n.14 del 23 marzo 1799               

«Sala d'istruzione

La Cittadina Pimentel recitò in un'altra un inno alla libertà, da lei composto in S. Eramo, allorché i valorosi Cittadini colà rinchiusi e co' quali er'anch'ella, la proclamarono i primi; ed un sonetto fatto durante la sua prigionia nella Vicaria. Tutta la sala replicò con lei le strofe di odio ai Re, e di giuramento alla libertà: quindi prima di scendere, soggiunse: Proprio della democrazia, e perciò della vera libertà, è render i popoli dolci, indulgenti, generosi, magnanimi. All'indulgenza con cui mi avete ascoltata, al generoso favore, che colla voce, e colle mani mi dimostrate, conosco, che Napoli è libera.»

Nel Monitore c’era il cuore di Eleonora, giornale curato con l'amore di una madre quasi fosse esso quel figlio tanto desiderato.

C’era il cuore di una donna che aveva l'obiettivo di sensibilizzare un popolo per lo più indifferente all'ideale repubblicano, a quei principi democratici ove risiedeva la "vera libertà".

Il destino e gli eventi spezzarono il sogno di Eleonora portandole via prematuramente le creature da lei partorite e la sua stessa vita.

Ma la polvere del tempo che si posa sulle cose del mondo non nasconde mai le idee brillanti.

 

Ed ecco che le pagine sensualmente increspate del Monitore Napolitano sono state sostituite da quelle online del Nuovo Monitore Napoletano.

O tempora o mores.

Nel Nuovo Monitore c'è il cuore di Antonella Orefice e anch'esso batte per la libertà, convinta che la cultura e la felicità siano beni necessariamente condivisi.

Il 2 dicembre in Palazzo Serra di Cassano, in una sua ideale sala di istruzione sarà celebrato il decennale del Nuovo Monitore, rivista moderna ispirata da sentimenti di partecipazione, di pluralismo, sicuramente di libertà da ogni forma di condizionamento.

Io sono fiero di aver scritto per il Nuovo Monitore, grato della pubblicazione delle mie piccole cose e auguro ad Esso, ad Antonella e a tutti i redattori di crescere in prestigio e libertà e di essere tutti insieme strumento di formazione democratica ed "illuminata" per tutti coloro che ci onoreranno della loro attenzione.

Eleonora ne sarà contenta.

Salute e fratellanza.

 

 

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