Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

La leva obbligatoria come esperienza costruttiva

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Il servizio militare di leva in Italia è stato operativo dal 1861 al 2004.

Con la Legge n.226 del 23 agosto 2004 è stato reso inattivo in seguito ad una crescente avversione sociale; infatti i dati ufficiali registrarono il dissenso della popolazione già all'inizio del XX secolo, anche a causa dei diversi episodi di nonnismo e omicidi verificatisi nel corso degli anni.

L'art. 52 della Costituzione della Repubblica italiana prevede attualmente l'obbligatorietà del servizio militare per ambo i sessi solo nei modi e nei limiti previsti dalla legge alle condizioni riportate all'art. 1929, in particolare al comma 2°:

«Il servizio di leva è ripristinato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, se il personale volontario in servizio è insufficiente e non è possibile colmare le vacanze di organico, in funzione delle predisposizioni di mobilitazione, mediante il richiamo in servizio di personale militare volontario cessato dal servizio da non più di cinque anni nei seguenti casi:

a) se sia deliberato lo stato di guerra ai sensi dell'articolo 78 della Costituzione;

b) se si verifichi un grave crisi internazionale nella quale l'Italia venga coinvolta direttamente o in ragione della sua appartenenza ad una organizzazione internazionale giustifica un aumento della consistenza numerica delle Forze armate.»

 

Il dibattito tra gli elementi a favore quelli contrari all’obbligatorietà del servizio ha alimentato interessanti spunti di riflessione. È ovvio che le gerarchie e le discipline militari non sono adatte a tutti gli individui e talvolta si sono dimostrate lesive per la natura umana. Vessazioni ed episodi di nonnismo hanno generato nei giovani una forma di avversione verso il servizio a discapito di quegli aspetti positivi di un’esperienza finalizzata alla conoscenza del proprio Paese.

Un ideale servizio militare-civile dovrebbe essere bilanciato con l’istituzione di un momento scolastico serio (con quotidiane lezioni di lingua e letteratura italiana, storia d’Italia e dell’Europa, geografia fisica, economica, sociale italiana ed europea, lettura e approfondimento della Costituzione Italiana, di quella Europea, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino, rafforzamento delle lingue studiate, informatica, avviamento alla ricerca del posto di lavoro e ai concorsi), da affiancare a corsi di difesa personale (specialmente per le donne contro l’aggressività maschile), l’uso essenziale delle armi, ed una intensa attività civile, anzitutto a difesa del suolo, del territorio contro il degrado, gli inquinamenti, gli incendi.

Poi vi è tutto il mondo della solidarietà sociale verso i senza tetto e chi vive solo, col sostegno concreto a chi ha bisogno, con la cura e la disponibilità di case e di alimentazione temporanee, in attesa di avere un posto stabile di lavoro (eliminando al massimo l’erogazione gratuita di denaro, di cui non si può sapere l’uso che se ne fa, e che abitua ad essere ‘assistiti’, per tutta la vita, provocando una malattia morale diseducativa per sé e per chi sta intorno come esempio negativo).

Bisognerebbe far parte di missioni internazionali gigantesche (non piccole ‘missioni’ inefficaci nella sostanza) in paesi di tragica vita sociale e civile.

Vi dovrebbe essere il mescolamento tra le varie parti del paese, così meglio conosciuto e giudicato. Quindi quelli del Sud al Centro, al Nord, nelle Isole e viceversa.

Così facendo si  uscirebbe dalle famiglie, rompendo l’attuale condizione di ‘mammoni’, ‘mammone’, acquisendo un’esperienza di vera emancipazione reale e di passaggio all’età della responsabilità personale e civile, con una esperienza che resterebbe incancellabile in modo formativo per tutta la vita e rassoderebbe il fondamentale sentimento nazionale, l’orgoglio di appartenere all’Italia nostra una, indivisibile, libera, figlia del Risorgimento e della Resistenza, e di svilupparla e maggiormente modernizzarla.

Con giuramento obbligatorio per tutti all’Altare della Patria, ampliato dalla Tomba del Milite Ignoto con quelle di Dante, Michelangelo, Galilei, Mazzini, Vittorio Emanuele, Garibaldi, Mameli, Verdi, Matteotti, i Fratelli Carlo e Nello Rosselli, Parri.

Con il dono della Costituzione da tenere in casa per obbligo per tutta la vita e la visita al contiguo Museo Centrale del Risorgimento rinnovato ed ampliato con le sezioni dell’Antifascismo, della Resistenza, della Repubblica.

Questa esperienza dovrebbe essere obbligatoria, preliminare, anche per chiunque voglia ottenere la cittadinanza italiana.

Così potrebbe consolidarsi un Popolo degno di questo nome, consapevole e fiero della sua storia nobile e capace di affrontare le sfide ardue del complesso presente e del prossimo futuro ancora più complesso in modo inimmaginabile.

 

 

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