Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

I tempietti di Virgilio e di Tasso nella villa comunale di Napoli

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Accanto alla Tomba nel parco non a caso chiamato ‘Vergiliano a Piedigrotta’ (anche per distinguerlo dal ‘Parco Virgiliano di Posillipo’), Napoli ha nella Villa Comunale (resa pienamente pubblica dal Risorgimento che l'apri democraticamente nel 1860. Prima era riservata solo ai sovrani, all'aristocrazia e ai benestanti), un altro luogo di memoria virgiliana: il tempietto ionico del 1826.

Al suo interno c’è un grosso busto del poeta universale in forma giovanile, opera del noto scultore napoletano Tito Angelini (che sarà poi autore con Tommaso Solari dello splendido monumento a Dante nella piazza omonima del 1871 e della statua della Religione nel chiostro del cimitero monumentale).

Nelle vicinanze si trova anche il tempietto di Torquato Tasso del 1834, gemello di quello di Virgilio, avendo lo stesso architetto, Stefano Grasse come autore, la cui identificazione è stata fortuita, frutto di ricerche su internet. Entrambi sono senza indicazioni turistiche con una qualche insegna esterna.

Continuando la visita ai luoghi napoletani di memoria virgiliana, in relazione anche al settecentesimo anno della morte di Dante, si è trovato un altro scandalo, dopo quello di Piedigrotta: il Tempietto di Virgilio si dispone in una Villa Comunale poco curata, con edifici interni anche degradati e i busti dii memoria cittadina poco curati anch’essi o poco valorizzati per scritte diventate illeggibili o assenti o vandalizzate con scritte e macchie (vedi il busto del grande patriota e letterato Luigi Settembrini, che fu, tra l’altro, il presidente del comitato dell’innalzamento del monumento a Dante tra il 1862 e il 1871). Il citato tempietto di Tasso è senza indicazione del Personaggio e col naso rotto e basi di colonne degradate. 

 

Il Tempietto di Virgilio, pur chiuso da cancellate, presenta al suo interno sporcizie di ogni tipo (carta, cartoni, pezzi di tessuto per le dormite di barboni, come quelli visionati all’esterno del ‘Parco Vergiliano’), oltre una dominante polvere sporca, che investe anche il grande busto centrale. Si aggiunga una vegetazione selvaggia che è avanzata fino a coprire parte del monumento, al suo fianco, oltre erbacce intorno.

Una demoralizzazione profonda prende per questa incuria radicale, che non costerebbe nulla risolvere, se si tenesse conto di quanti stipendi si pagano mensilmente con il denaro sacro e sudato degli onesti (i disonesti evadono e non pagano le tasse), a livello di dipendenti comunali o di altri enti che potrebbero essere coinvolti in minimi lavori di pulizia e di manutenzione.

Si aggiunga un angolo in alto del tempietto, degradato pericolosamente da infiltrazioni di pioggia e con una fenditura, ma che non è tale da non poter essere riparata e restaurata.

Tutto chiama in causa Comune e Municipalità Prima ed altri Enti responsabili (la catena delle responsabilità è spesso intricata e volpina, dominata dalla massima infame ‘non mi compete, non è mia competenza o solo in parte, ma ci sono altri che devono intervenire’).

Tornano le stesse considerazioni e le stessa domande di fronte allo scandalo della Tomba di Virgilio e Leopardi inaccessibili: perché lo strano silenzio della Città di Napoli nelle celebrazioni dantesche? 

Cosa si potrebbe far vedere ad eventuali visitatori, che doverosamente volessero onorare la Tomba di Virgilio e quella vicina di Leopardi e visitare altre memorie virgiliane di Napoli?

E viene voglia di gridare: ma dove stanno i docenti di letteratura delle università e delle scuole secondarie, dei licei in particolare, e i loro sindacati?

Così è descritto in una guida su internet: «Il prezioso, singolare monumento “Il Tempietto”, in stile neo-classico dedicato a Virgilio, è stato realizzato su progetto di Stefano Gasse. Il tempio, con copertura a capriate e timpano, è a pianta rettangolare, ha la parte basamentale rivestita in lastre di piperno e sulla facciata principale quattro gradini, sempre in piperno.

Le colonne, che reggono il timpano, sono quattro e in stile ionico. Due colonne sempre in stile ionico circoscrivono l’ingresso. All’interno la copertura è stata realizzata con una contro-volta a botte ribassata che presenta decori in stucco. Nel tempietto, vi è il busto di Virgilio, scolpito nel 1826 da Tito Angelini.»

Su Wikipedia il profilo di Gasse è così presentato: «Stefano Gasse (Napoli, 8 agosto 1778 – Napoli, 21 febbraio 1840) è stato un architetto e urbanista italiano, di origine francese, attivo particolarmente con il fratello gemello Luigi Silvestro Gasse (Napoli, 8 agosto 1778 – Napoli, 11 novembre 1833). Stefano Gasse e il fratello Luigi sono annoverati, assieme a Gaetano Genovese ed Antonio Niccolini, fra i maggiori esponenti dell'architettura neoclassica del primo Ottocento a Napoli.»

L’associazione culturale ‘Risorgimento napoletano’ si impegnerà con le sue umili forze (nato da poco a gennaio 2021) per una valorizzazione radicale della Villa Comunale, affinché divenga tutta luogo degno del suo ruolo di svago e di arricchimento culturale, specialmente per le tante memorie che contiene, a partire dal Tempietto di Virgilio, dalla statua di Giambattista Vico, ad esempio, recuperando anche concerti domenicali e festivi con la sua Cassa Armonica, restaurata da poco e poco vigilata, con inevitabili usi impropri da parte di cittadini. 

L’unica luce di conforto e di speranza nella Villa è l’Istituto Dhorn, di fama internazionale, che alla sua attività scientifica aggiungerà la cura di una struttura moderna comunale vicina in via di completamento.

 

 

 

 

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