Un raro documento curiale del 1799
Infatti il vescovo di Nola insieme al vescovo di Capua Mons Gervasio e il Vescovo di Capaccio Mons.Torrusio furono incaricati della procedura di dissacrazione del vescovo ripudiato da re Ferdinando. La condanna a morte di un Vescovo della Chiesa di Roma non mancò di suscitare sdegnate reazioni in tutti i Paesi Europei. Il 14 marzo 1800 fu eletto Papa il Cardinale Barnaba Gregorio Chiaromonti che, prese il nome di Pio VII, il quale nei primissimi giorni del suo pontificato elevò una forte protesta, per quanto era accaduto, al Re di Napoli. Inoltre lo stesso Papa colpì con una scomunica, sia i giudici responsabili della sentenza, sia i tre Vescovi che, obbedendo al Re Ferdinando di Borbone, avevano dissacrato il Vescovo Natale. Essi erano l’arcivescovo di Capua Mons. Gervasio, il Vescovo di Capaccio Torrusio e il Vescovo di Nola Gian Vincenzo Monforte. Quest’ultimo, avuta la notizia della scomunica, si recò a Roma per chiedere il perdono del Papa. Il Vescovo di Nola fu assolto dall’anatema, ma ricevette tanti aspri e forti rampogne che, morì cinque giorni dopo il 15 giugno 1802. Pubblichiamo un documento originale della curia di Nola al tempo della Repubblica Napoletana.
È un raro certificato di battesimo del febbraio 1799 anno I della Repubblica. Come si vede, sono stati cancellati tutti i titoli feudali del vescovo come decretato dal ministro del culto Conforti. È mantenuto l'uso del latino ma non manca l'apposizione della formula in testa "libertas" ed "aequalitas" e al nome degli interessati è premesso l'aggettivo "cives".
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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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