Il disonore di Nelson a Napoli nel 1799
D’altronde, i più benevoli tra i biografi di Nelson hanno ammesso che, nella vicenda napoletana, il comportamento adottato non è stato conforme al suo carattere e alla sua formazione. Lo scrittore e storico Robert Souhtey, ha riconosciuto che nelle vicende della Repubblica Napoletana del 1799, Nelson si rese responsabile, non solo di una deplorevole operazione che gli aveva indelebilmente infangato la memoria, ma costituiva altresì un episodio che ledeva lo stesso onore dell’Inghilterra. Leggendo, inoltre, il testo di Barry Unsworth, Losing Nelson, si vive tutto il tormento del protagonista del romanzo, che, adorando estaticamente il comandante Horatio Nelson fino ad identificarsi con lui, non riesce a dare una giustificazione al comportamento del suo eroe nel corso degli eventi che lo videro protagonista in negativo quale terribile oppositore della Repubblica Napoletana del 1799 e mero esecutore degli ordini di Ferdinando IV e della regina Carolina. In effetti, Horatio Nelson aveva invalidato, con orrore dei propri ufficiali, il trattato di capitolazione dei repubblicani napoletani, siglato il 19 giugno 1799, un armistizio a cui si era giunti dopo intense trattative e che recava la firma dello stesso Cardinale Ruffo, del generale borbonico Micheroux, dei rappresentanti degli alleati dei Borbone (Keraudye per l’imperatore russo, Bonieu per la Porta turca, di Edward James Foote per il sovrano britannico), di Méjan per i francesi e di Oronzo Massa per i patrioti repubblicani.
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