Tucidide e la Guerra del Peloponneso
L’evento apparve straordinario, sembrò che gli autori del sacrilegio avessero seguito fedelmente una parola d’ordine. Ci chiediamo quale fosse, in tale circostanza, la reazione del popolo di Atene. Il panico che lo invase alla vista delle statue mutilate e nell’apprendere che in alcune case si svolgevano parodie dei Misteri eleusini, le dimensioni sproporzionate che assunsero tali fatti, deprecabili alla luce della costituzione dei padri (νόμος πάτριος), hanno suscitato negli storici moderni della grecità profonde riflessioni, di notevole interesse storico e ideologico, che hanno stimolato, a vari livelli di studio, una complessa problematica, per comprendere in che modo gli Ateniesi abbiano potuto collegare azioni sacrileghe e cospirazione politica. Le perplessità di Thirlwall, a questo riguardo, hanno rivelato oscuro un tale legame: «Nous voyons, écrivait-il, si peu de connexion entre des actes d’une impiété audacieuse et des desseins contre l’État, que nous avons de la peine à comprendre comment ils ont pu être associés ensemble, comme ils l’étaient dans l’esprit des Athéniens.»
E osservava che ai contemporanei di Alcibiade dovette sembrare minore la difficoltà, essendo essi piuttosto disposti dalle loro credenze religiose a considerare inseparabili sacrilegio e complotto politico. Grote ha cercato di chiarire questo punto di vista ed ha scritto che gli Ateniesi, vedendo una tale devastazione generale, «durent croire que la ville avait été, pour ainsi dire, dépouillée de ces dieux; or, c’est de la protection des dieux que dépendait toute leur constitution politique; ils tirèrent donc de la mutilation des Hermès la conclusion, non moins naturelle que terrificante, qu’un grave malheur public menaҫait la ville et que la constitution politique à laquelle ils étaient attachés était dans un danger imminent d’être renversée».
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Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.213 Settembre 2026
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Nelle fonti antiche la vicenda degli Ermocopidi e la profanazione dei Misteri di Eleusi del 415 av. Cr. sono riportate concordemente come atti di empietà finalizzati ad abbattere la democrazia.