Tucidide e la Guerra del Peloponneso
L’evento apparve straordinario, sembrò che gli autori del sacrilegio avessero seguito fedelmente una parola d’ordine. Ci chiediamo quale fosse, in tale circostanza, la reazione del popolo di Atene. Il panico che lo invase alla vista delle statue mutilate e nell’apprendere che in alcune case si svolgevano parodie dei Misteri eleusini, le dimensioni sproporzionate che assunsero tali fatti, deprecabili alla luce della costituzione dei padri (νόμος πάτριος), hanno suscitato negli storici moderni della grecità profonde riflessioni, di notevole interesse storico e ideologico, che hanno stimolato, a vari livelli di studio, una complessa problematica, per comprendere in che modo gli Ateniesi abbiano potuto collegare azioni sacrileghe e cospirazione politica. Le perplessità di Thirlwall, a questo riguardo, hanno rivelato oscuro un tale legame: «Nous voyons, écrivait-il, si peu de connexion entre des actes d’une impiété audacieuse et des desseins contre l’État, que nous avons de la peine à comprendre comment ils ont pu être associés ensemble, comme ils l’étaient dans l’esprit des Athéniens.»
E osservava che ai contemporanei di Alcibiade dovette sembrare minore la difficoltà, essendo essi piuttosto disposti dalle loro credenze religiose a considerare inseparabili sacrilegio e complotto politico. Grote ha cercato di chiarire questo punto di vista ed ha scritto che gli Ateniesi, vedendo una tale devastazione generale, «durent croire que la ville avait été, pour ainsi dire, dépouillée de ces dieux; or, c’est de la protection des dieux que dépendait toute leur constitution politique; ils tirèrent donc de la mutilation des Hermès la conclusion, non moins naturelle que terrificante, qu’un grave malheur public menaҫait la ville et que la constitution politique à laquelle ils étaient attachés était dans un danger imminent d’être renversée».
|
Pubblicazioni mensili
Nuovo Monitore Napoletano N.204 Dicembre 2025
Miscellanea Storia e Filosofia1940-1956: Lituania, Estonia, Lettonia tra imperialismo russo e occupazione nazista Cola di Rienzo: il tribuno augusto del basso Medioevo Bernardo Clesio e Ascanio Marino Caracciolo insieme per la pace in Europa
Libere Riflessioni Napoli 2025, la maggioranza degli intellettuali sono a corte Commissione europea: il potere che sfida la legge Mercato libero o mercato padrone? Da San Gregorio Armeno in piazza Municipio una natività gigante Il pauperismo non tramonta mai
Filosofia della Scienza Gli universali nelle scienze sociali Rovelli sulla fisica quantistica
Cultura della legalità Profili storico-giuridici della giustizia costituzionale “La Costituzione in tasca”. Art.9 Vittime innocenti. Dicembre 1920-2017
Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 220 visitatori e nessun utente online |



Nelle fonti antiche la vicenda degli Ermocopidi e la profanazione dei Misteri di Eleusi del 415 av. Cr. sono riportate concordemente come atti di empietà finalizzati ad abbattere la democrazia.