Una riflessione sulla condizione umana
Il vivere personale è un brevissimo, infinitesimale tragitto tra due eterni silenzi, corporeità che con la coscienza si dissolve, confondendosi man mano anonima nella materia di questo granellino di sabbia che è la nostra unica, cara Terra, da amare e da custodire con cura appassionata. Essa ci ospita come casa provvisoria nel breve tragitto esistenziale nell’Universo infinito, delle cui leggi fa parte. La Terra gira anche ora vorticosamente a una velocità inimmaginabile intorno ad una stellina, che è il Sole, che gira a sua volta nella giostra dei pianeti e delle stelle e si dissolveranno, Terra e Sole, tra qualche milione di anni nella vicenda della nostra Galassia, una delle molteplici che costituiscono l’Universo, a meno che qualche vicenda astronomica apocalittica imprevedibile, e sempre possibile, non acceleri e produca quella fine o per la Terra qualche follìa atomica o ambientale di questa umanità spesso irresponsabile non renda il nostro pianeta un deserto o un disastro, trascinando nell’estinzione la bella natura e i parenti animali che non c’entrano.
Occorre quindi che ognuno sia responsabile, partecipe, se si tiene alla vita per sè, per i figli, i nipoti, e non si trascorra il vivere come lumachine ‘nel guscio del proprio piccolo vivere’, in quel ‘particulare’ che già nel Cinquecento l’acuto Guicciardini individuava come male profondo del carattere italiano e umano in generale. Il pensiero della morte, inconscio e conscio a diversi livelli, accompagna ogni Persona fino alla fine, che è certa, ma imprevedibile per ognuno, per ognuna, e spiega le azioni ed i pensieri spesso strani e non razionali a livello individuale e collettivo. Saper accettare questa dura condizione e saper vivere con saggezza e umanità il nostro brevissimo tragitto esistenziale è una delle arti più difficili e decisive, da cui dipende il tono, il sapore, la qualità di ogni miracoloso giorno che ci è concesso.
|
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.208 Aprile 2026
Miscellanea Letteratura, Storia e FilosofiaEugenio Colorni e il sogno del Manifesto di Ventotene Il Sud che votò per la Repubblica L’Italia: genesi di una crisi permanente 25 aprile 1945: la Liberazione partita da Napoli Ugo Cafiero e l’avventura tripolina Pedro Calderón de la Barca, la vita sarà davvero un sogno!?
Libere Riflessioni Napoli a 360°: il cammino sui tetti del Duomo L’estremismo religioso porta sempre tragedie J.D. Vance vuole insegnare al Papa la teologia
Filosofia della Scienza Antonio Gramsci sull’intellettuale collettivo Quando si può parlare di razionalità?
Cultura della legalità Il dovere di vigilanza del dirigente pubblico Giornata della Terra, l’appello del 22 Aprile: “agire ora per salvare il pianeta” Vittime innocenti. Aprile 1946-2021
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 345 visitatori e nessun utente online |



Gli esseri umani quando nascono e ne prendono poco dopo consapevolezza più o meno profonda (ma sempre dura e drammatica e permanente a livello inconscio), sanno che devono morire, che tutti prima o poi muoiono, che il nostro destino è il ‘nulla eterno’, per dirlo con le due fondamentali parole di Ugo Foscolo nel sonetto Alla sera.