Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Il monumento funebre di Marco Aurelio

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Marco Aurelio (Roma,121 - Vindobona, attuale Vienna, fondata dai Romani, come tutte le grandi città e capitali d’Europa, come Parigi e Londra, 180 dopo Cristo), l’imperatore romano filosofo, è noto per la statua al centro di Piazza del Campidoglio, che è in realtà una copia, giacchè l’originale suggestivo e straordinario è nei contigui Musei Capitolini.

Ma quasi nessuno sa che  esiste un altro grande monumento a lui dedicato: la colonna posta nella piazza di fronte a Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio, e presso Montecitorio, una delle sedi del Parlamento, nel cuore cioè del governo dell’Italia.

Ebbene nessuno anzitutto segnala questo gran monumento, che è anche un monumento funebre, giacchè la base della colonna era anche la Tomba del grande imperatore, come è anche quella della più nota colonna Traiano presso Piazza Venezia, dalla quale ha preso il modello.

 

Marco Aurelio fu uno dei più grandi imperatori di Roma e ci ha lasciato il racconto della sua vita nell’autobiografia Ricordi.

Il monumento funebre fu innalzato tra il 176 e il 192 dopo Cristo e per il suo valore universale meriterebbe non solo maggiore rilievo di valorizzazione, ma maggiore rispetto. In cima al monumento c’è una statua che tutti credono da lontano che sia naturalmente di Marco Aurelio.

È un ragionamento spontaneo, naturale, logico.

In realtà con quella statua, che non è di Marco Aurelio, si esprimono la violenza, l’arroganza, la mancanza elementare di rispetto umano anche e di stravolgimento della realtà, della verità storiche del potere cattolico vaticano a Roma.

Quella statua è di San Paolo, un ebreo orientale vissuto un secolo prima, e fu collocata nel 1589 dal violento papa Sisto V.

Il pontefice fece distruggere anche una serie di bassorilievi originali e  mettere una iscrizione intestata ad un altro imperatore, Antonino Pio, che non c’entra assolutamente con la romanità, con la storia dell’Impero, con la vita di Marco Aurelio.

Ma, con tutte le statue e le chiese dedicate a San Paolo a Roma, è mai possibile che si continui ad offendere la verità storica e umana,  andando ad occupare un monumento che con San Paolo non c’entra assolutamente nulla, e non si provveda a toglierla e mettere doverosamente una statua di Marco Aurelio, in modo che quando uno alza gli occhi non sia ingannato ed offeso ?

Purtroppo in questo paese insensibile e incolto, dal vertice alla base, nessuno si cura e si curerà di dignità, di verità storica, non essendo il caso posto questione di pancia e di posti, di potere e di ricchezza, gli unici problemi che interessano.

 

 

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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