Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Catello Langella. Storia del primo socialista di Castellammare di Stabia

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1. Gli anni della giovinezza, il periodo repubblicano e il primo socialismo nell'ultimo decennio dell'Ottocento.

Catello Langella nasce a Castellammare di Stabia il 9 luglio 1871, figlio di Francesco Paolo, operaio del Regio Cantiere e di Teresa Vanacore.

La città che gli da i natali è una delle venti più importanti del Mezzogiorno, per numero di abitanti, ormai avviati a raggiungere rapidamente i trentamila (26.285 al censimento del 1871) e per l’alto tasso di industrializzazione, in grado di competere contro quelle del nord Italia.

E’ Comune Capoluogo di Circondario fin dal 1808, sede di una Sottoprefettura (già Sotto Intendenza fino al 1861) con giurisdizione su altri 18 comuni, fino al 1926, quando verranno tutte soppresse con Regio Decreto del 21 ottobre e di una Pretura, presente fin dal 1809, denominata Casa dei Sindaci di pace; importante sede vescovile da millequattrocento anni.

 

La rendono internazionale i numerosi Vice consolati, europei e d’oltreoceano, la cui presenza risale al 1865 e in alcuni casi ai primi decenni dell’Ottocento, come Danimarca, Norvegia, Svezia, Austria, Francia, Spagna, Portogallo Gran Bretagna, Grecia, Russia, Turchia, Stati Uniti e il Paraguay e il soggiorno di personaggi importanti, di fama nazionale e internazionale – poeti, scrittori, uomini politici, ministri -   e, più complessivamente, un turismo d’élite che trova in questa città di mare – ma a cui non manca l’aria “..pura e profumata delle seducenti colline..”  -  cultura, tranquillità, e benessere.

Vi sono scuole di diverso grado, una biblioteca tra le più antiche, inaugurata il 4 giugno 1871 e un asilo infantile dal 1865.

Si pubblicano diversi giornali locali come il bisettimanale ‘Stabia’, fondato nel 1877 e diretto dall’avvocato Federico Ciampitti fino al 1899 e il settimanale, ‘L’Amico del Popolo’, diretto da un giovane ex seguace di Mazzini, Francesco Girace, ‘Il Popolo’, un settimanale inizialmente diretto dal professore Nicola De Rosa.

Nell’aprile 1889 usciva il settimanale ‘La Riscossa’, diretto da Arturo Bergamo e in luglio, ‘Combattiamo’.

E’ del 1893, invece, il quindicinale ‘Alessandro Manzoni’, periodico giovanile scientifico letterario, diretto dal parroco Elia Rotondo.  

Non mancano le Società di Mutuo Soccorso come quella delle ‘Maestranze’, nata nel 1862 e l’Associazione Operai del Commercio, risalente al 1865;  altre seguirono negli anni successivi, tra le più importanti ci furono la massonica ‘Società Stabiana di Arti e Mestieri’ diretta inizialmente da Angelo Bonifacio, la ‘Società Agricola’, il cui presidente era Alfonso Fusco (1853 – 1916) e la ‘Società cattolica Artistica ed Operaia’, fortemente voluta dal Vescovo di Castellammare, Vincenzo Maria Sarnelli (1835 – 1898), sorta nel novembre 1882 e, secondo alcuni, la prima società cattolica fondata nel Mezzogiorno. Questa società ebbe anche un suo periodico, ‘La Guida dell’Operaio’, edito fra il 1883 e il 1886.

In questo contesto Catello Langella cresce e trascorre la sua infanzia e adolescenza.

Suo padre era un operaio del Regio Cantiere, forse anche lui era stato uno dei 500 aderenti alla sezione della Prima Internazionale sorta nella città stabiese nel 1869 e la politica poteva essere pane che si masticava in quella casa; forse, chissà, era stato iscritto al primo circolo repubblicano di Castellammare, quello di Spartaco, chiuso nell’estate del 1882 per motivi di ordine pubblico dal Sottoprefetto Francesco Giorni D’Angiò.

 

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Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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