Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

La rivoluzione francese fatta anche dalle donne

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Nell'immaginario collettivo l’epocale rivoluzione  francese, che segna una svolta fondamentale nella storia dell’umanità coi suoi principi di Libertà, Eguaglianza e Fratellanza, è presente solo nella sua componente maschile.

Gli uomini ne furono indubbiamente i principali protagonisti, ma anche le donne ebbero un proprio ruolo, tanto che, se il 14 luglio 1789 con la presa della Bastiglia gli uomini furono in primo piano (ma c’era una donna, Marie Charpentier, lavandaia), l’altra fondamentale data del 6 ottobre 1789, quando il re, la regina, e la stessa Assemblea Nazionale furono costrette a lasciare la reggia di Versailles e a venire a Parigi, iniziando così veramente il lungo processo rivoluzionario, fu opera di circa ottomila donne che, esasperate dalla carestia in città, si mobilitarono, si armarono anche e ottennero il fondamentale successo.

 

Di lì cominciò un ruolo nuovo e rivoluzionario delle donne nella storia della Francia e del mondo poco noto e studiato, le cui grandi protagoniste, che sacrificarono la vita, sono ignote ed è dovere delle donne dal cuore nobile, grande e luminoso, conoscerle e studiarle.

Quella pagina esaltante ed epocale di emancipazione maschile e femminile fece emergere per contrapposizione anche tuttavia il volto di tenebra, di fanatismo, di superstizione, di sangue delle stesse donne che, col prete filovaticano, promossero anche la controrivoluzione.

Questa complessa, esaltante e tragica vicenda, che dura fino ad oggi in altre forme, è raccontata in modo affascinante da uno del più grandi storici francesi dell’Ottocento, Jules Michelet, Le donne della rivoluzione.

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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