Gianni Minà cittadino napoletano
“Giornalista, scrittore, conduttore televisivo e comunicatore che con i suoi reportage, documentari e interviste ha fatto la storia del giornalismo italiano e internazionale”. Così recita la delibera che conferisce a Gianni Minà la cittadinanza onoraria di Napoli con una cerimonia solenne nella sala dei Baroni del Maschio Angioino. Un uomo ed un professionista che per sua stessa missione può considerarsi da sempre metà napoletano, e non solo per aver incrociato nella sua lunga carriera diversi personaggi napoletani con cui ha stretto anche una profonda amicizia, da Pino Daniele a Massimo Troisi a Diego Armando Maradona. «Lavoro da trent’anni su certi argomenti. Su Maradona per esempio ho fatto un grosso lavoro di conoscenza perché Maradona aveva ed ha molti difetti, però è una persona leale e se tu giornalista ne andavi a far uscire fuori invece l’immagine di una persona senza spina dorsale, non hai fatto un buon lavoro di giornalismo. Il Sindaco De Magistris è riuscito a mantenere anche nel secondo anno uno standard accettabile di sicurezza e di prestigio. Considerando che questo dura da due mandati è solo da fare dei complimenti.»[G.Minà] «Un innamorato di Napoli, un grandissimo uomo, giornalista, scrittore, uomo libero, di grande sensibilità culturale, coraggioso, un napoletano. Una persona libera, autonoma, assetato di giustizia, un po’ anarchico, con sregolatezza e rigore morale. E’ una bellissima persona che apprezzavo fin da ragazzo e sono orgoglioso oggi di potergli dare la cittadinanza onoraria di Napoli.» [L. De Magistris]
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«Essere cittadino napoletano significa sapere che ci sarà sempre qualcuno che avrà solidarietà per te. Questa città è la fabbrica di tutto ciò che io ho amato nei miei anni di giornalismo. Ho sessant’anni di mestiere, per cui ho visto passare tante cose e ho visto dire tante cose, ed ho nostalgia dell’epoca in cui mi alzavo, tiravo su la cornetta del telefono e raccontavo qualcosa.» [G. Minà]