Il coraggio che li ha resi martiri
Difficile trattenere la commozione quando, risucchiati dal buio, il passato torna a raccontarsi nel drammatico stralcio di una vita condannata a morire. Speranze di menti lungimiranti, geniali, tanto da apparire folli, esasperate di cultura, emergono nella forza estrema della rassegnazione alla morte. Morire per un'idea e per quell'idea sopravvivere alla storia e, dunque, alla morte stessa. Ed ecco che il sacrificio umano diventa ultimo atto di una missione, il prezzo più alto reso in coraggio nell'affrontare la piazza ed il patibolo.
La breve storia della Repubblica Napoletana del 1799 traspare in ogni parola ed ogni gesto dei due protagonisti di questo dramma storico, uno realmente esistito, il poeta Giacomo Antonio Gualzetti, e l'altro inventato, Carmine Settefacce, che, rinchiusi in una tetra cella, si affrontano, si confrontano, lasciando evincere spaccati insanabili tra quelle due classi sociali che decretarono il fallimento della Repubblica: lazzari e giacobini.
Gli uni, analfabeti fieri, opportunisti e bigotti da generazioni, gli altri divoratori di libri ed esasperati da un'intelligenza geniale. La furbizia dei uni contro i folli sogni rivoluzionari degli altri.
Una ricostruzione fedele e molto bene interpretata, oltre che nei dialoghi, nella mimetica dei corpi, dei volti, degli sguardi, dei sorrisi amari, rassegnati, gli ultimi prima di offrire l'estremo atto di coraggio ad una piazza lazzara, che al sangue versato per la libertà gridò gioiosa: "Viva 'o re!
PRODUZIONE : Marina Commedia
TESTO : Angelo D’Ambrosio e Fausto Sesso
REGIA : Gennaro Di Colandrea e Michele Schiano di Cola
CON: Gennaro Di Colandrea e Michele Schiano di Cola
SCENE: Armando Alovisi
COSTUMI: Enzo Pirozzi
DIREZIONE MUSICALE: Antonio Della Ragione e Placido Frisone
FOTO DI SCENA: Irene De Caprio
ORGANIZZAZIONE: Geremia Longobardo e Floriana Cangiano
IL TESTO
“Viva „o Re!” di Angelo d'Ambrosio e Fausto Sesso
THEATRE DE POCHE TEL 081.549.09.28 (per prenotazioni ed info) Via Salvatore Tommasi 15 (zona Museo) Napoli
24 - 25 - 26 novembre alle ore 21.00 - 27 novembre alle ore 18.00
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Difficile trattenere la commozione quando, risucchiati dal buio, il passato torna a raccontarsi nel drammatico stralcio di una vita condannata a morire. Speranze di menti lungimiranti, geniali, tanto da apparire folli, esasperate di cultura, emergono nella forza estrema della rassegnazione alla morte.