Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Gli Antirisorgimenti tragici nella storia d’Italia

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Il Risorgimento italiano, nella sua effettuale, ampia parabola storica, che va dal rinnovamento culturale e civile degli inizi del Settecento, fino alla fine della Prima Guerra Mondiale e alla demolizione dell’Italia democratica, fu conquista epocale, con l’Unità politica, nella storia della penisola.

Il Risorgimento è stato l’evento più importante, direi miracoloso (date le possenti forze storiche che vi si opposero dentro, si pensi al cattolicesimo pontificio e clericale, e fuori d’Italia, si pensi alla tenace nemica d’Italia, fino al 1918, l’Austria), della millenaria vicenda storica italiana. Essa, producendo anche incidenze europee memorabili, è più grande nei suoi effetti e risultati storici dell’età dei Comuni nel Medioevo e del Rinascimento agli inizi dell’età moderna.

 

Questa miracolosa costruzione storica, che resta comunque come base possente di identità e di patrimonio civile della nostra Repubblica, è stata violentemente attaccata nei due secoli del suo svolgimento e della sua affermazione da vari tipi di Antirisorgimento (categoria storica opportunamente richiamata in particolare dal grande storico del Risorgimento Luigi Salvatorelli): cattolico clericale pontificio, austriaco, dinastico dei vari poteri assolutistici ed oligarchici a livello regionale, socialista, in particolare di impronta marxista, fascista, qualunquista.

Poiché quelle forze storiche sparse o variamente congiunte, con alcune regìe volpinamente e machiavellicamente in azione, sono ancora oggi possentemente operanti, la memoria risorgimentale a livello collettivo è labile, intermittente, rimossa, deformata, capovolta, con effetti letali di perdita di identità e di spaesamento civile e culturale nella scuola e nei mezzi di comunicazione di massa, tutti egemonizzati, quindi condizionati, da forze antirisorgimentali, quali quelle cattolico-clericali, quelle tragicamente nostalgiche di regimi assolutisti, quelle socialcomuniste ed eredi, quelle postfasciste, e le qualunquiste  incolte.

 

 

Nuovo Monitore Napoletano N.204

Dicembre 2025

 

 

 

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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra  sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:

 

Se muoio sopravvivimi con tanta

Forza pura da risvegliare la furia

Del pallido e del freddo […]

Non voglio che muoia la mia

Eredità di allegria

Pablo Neruda

Cento sonetti d’amore

Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto.

Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano

 

 

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