Perchè liberare le giovani generazioni dal fascismo
A tale dichiarazione, tutti gli ambienti politico-culturali hanno espresso la loro adesione a questa opposizione: dal Pd ai Giovani democratici, dal rettore dell'Ateneo " Federico II", Massimo Morelli, ai comitati studenteschi di tutte le facoltà dell'Ateneo stesso, dalle varie associazioni di partigiani a Pier Luigi Campagnano, presidente della Comunità ebraica di Napoli; la decisione finale è ora nelle mani del questore Luigi Merolla il quale, dopo aver preso atto del parere negativo espresso anche dal prefetto, Andrea De Martino, e dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, organo prefettizio di natura consultiva, ha deciso di convocare una riunione tra gli agenti della Digos e gli organizzatori del corteo , dopo che questi ultimi hanno rifiutato l'ipotesi di limitare la propria manifestazione a un singolo presidio in piazza Carlo III.
Non è stata presa alcuna decisione definitiva dunque, ma dimenticando per un attimo la causa particolare che ha dato vita ad un simile dibattito e che tanto preoccupa tutte le istituzioni, è opportuno che ognuno di noi rivolga a se stesso ed ai nostri rappresentanti la seguente domanda: come e perchè è stato possibile che le giovani generazioni, dopo ben 65 dalla proclamazione della Repubblica, siano cadute preda dei vecchi e pericolosissimi sistemi del deplorevole regime fascista? Tutti i più importanti studiosi della storia del nostro Paese concordano su di un aspetto inquietante ma , purtroppo veritiero e comprovato dalle vicende in oggetto: subito dopo la sua proclamazione, la nostra Repubblica ha iniziato ad essere oggetto di oscuri poteri sopravvissuti intatti alle vicende di quella grande rivoluzione che è stata la Resistenza, e ciò in nome di una " pax sociale" di difficilissima definizione che ha contribuito, appunto, a che interi apparati dello Stato siano rimasti nelle mani di personaggi che durante la dittatura si macchiarono dei peggiori crimini, complici consapevoli della barbarie, dando vita ad un sistema di potere che, ben più di una volta, ha fatto sì che la nostra democrazia fosse messa gravemente in pericolo. |
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Nuovo Monitore Napoletano N.204 Dicembre 2025
Miscellanea Storia e Filosofia1940-1956: Lituania, Estonia, Lettonia tra imperialismo russo e occupazione nazista Cola di Rienzo: il tribuno augusto del basso Medioevo Bernardo Clesio e Ascanio Marino Caracciolo insieme per la pace in Europa
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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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Come ha recentemente ricordato il dott. Mario Avagliano, anche attraverso il nostro Nuovo Monitore Napoletano, in questi giorni cade il 73° anniversario dell'entrata in vigore delle cd. " leggi razziali" fasciste ma, contrariamente a quanto dovrebbe avvenire in una nazione costituzionalmente antifascista, è la prima volta che l' Italia, e in particolare, la città di Napoli si trovino a dover affrontare le questioni irrisolte con il vecchio regime dittatoriale con viva preoccupazione per ciò che potrebbe accadere nella compagine sociale.