La memoria del Bosco di Capodimonte per gli esuli giuliano-dalmati
Nel 1947 nel centro raccolta profughi, all'interno del Bosco di Capodimonte, trovarono ospitalità gli esuli di Istria Fiume e Dalmazia, obligati a lasciare le loro terre per le drammatiche vicende del confine orientale. La solidarietà dei napoletani non mancò, ognuno aiutava con ciò che aveva, e così qui mille persone vissero per decenni e per generazioni. Di quel periodo tutti loro raccontano di una integrazione e di un rapporto ottimo con la città, che li accolse pur essendo in condizioni di grandi povertà a causa delle grandi devastazioni della guerra, eventi che 10 febbraio sono stati ricordati, insieme con gli eccidi conosciuti come "Massacri delle Foibe".
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Nuovo Monitore Napoletano N.204 Dicembre 2025
Miscellanea Storia e Filosofia1940-1956: Lituania, Estonia, Lettonia tra imperialismo russo e occupazione nazista Cola di Rienzo: il tribuno augusto del basso Medioevo Bernardo Clesio e Ascanio Marino Caracciolo insieme per la pace in Europa
Libere Riflessioni Napoli 2025, la maggioranza degli intellettuali sono a corte Commissione europea: il potere che sfida la legge Mercato libero o mercato padrone? Da San Gregorio Armeno in piazza Municipio una natività gigante Il pauperismo non tramonta mai
Filosofia della Scienza Gli universali nelle scienze sociali Rovelli sulla fisica quantistica
Cultura della legalità Profili storico-giuridici della giustizia costituzionale “La Costituzione in tasca”. Art.9 Vittime innocenti. Dicembre 1920-2017
Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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