Catalogna: la difficile indipendenza e il falso mito dell’effetto domino
Strenuo sostenitore della causa indipendentista, l’ex numero 1 della politica catalana aveva tuttavia compreso come il riconoscimento internazionale, prima e più ancora dell’essere o del sentirsi nazione, sia l’unico ed il solo passaporto verso l’indipendenza. In caso contrario si è infatti nulla più di entità politicamente velleitarie e giuridicamente vuote, come il Principato di Seborga o l’Isola delle Rose. Restando alla vicenda catalana, un distacco traumatico ed arbitrario dalla Spagna renderebbe di fatto impossibile il riconoscimento da parte della comunità internazionale, sia per l’influenza di Madrid che per il timore di alimentare i separatismi attivi in quasi tutti i paesi. Altrettanto impossibile l’ingresso di una Barcellona indipendente nella UE (il secessionismo catalano è di orientamento europeista), in quanto la procedura prevede un’unanimità che la Spagna non renderebbe possibile. E’, quello descritto, uno scenario sovrapponibile anche ad altri contesti, come ad esempio quello italiano, anche se, è bene ricordarlo, i secessionismi nostrani siano molto meno solidi e credibili di quelli iberici. Il timore dell’effetto domino è quindi l’elemento che rende improbabile l’effetto domino stesso, oltre al peso e all’influenza di stati come Spagna o Italia.
Le ragioni di Rajoy. Plurisecolare, radicato, capillarmente e trasversalmente diffuso, l’indipendentismo catalano non è per questo paragonabile a nessun fenomeno identitario-localista di casa nostra. Benché eccessiva e sbagliata da un punto di vista tattico e comunicativo, la risposta di Mariano Rajoy trova quindi una sua “ratio” nella necessità di bloccare una mossa dagli esiti potenzialmente fatali per lo Stato spagnolo, perché concepita da un movimento di importantissime dimensioni e in un Paese caratterizzato da un alto numero di sigle separatiste. Applicare il nostro metro di giudizio alle vicende spagnole è e sarà dunque un errore, sul piano storico e su quello politico. |
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Con questo numero di chiusura anno rivolgiamo un sentito grazie al nostro assiduo collaboratore dott. Alberto Dolara (medico-cardiochirurgo) che ci ha lasciati il 5.12.2025. Esprimiamo la nostra sincera vicinanza alla famiglia che, con noi ha voluto fosse ricordato con le stesse parole che, nel suo ultimo giorno di vita, ci ha lasciato in un appunto sulla sua scrivania:
Se muoio sopravvivimi con tanta Forza pura da risvegliare la furia Del pallido e del freddo […] Non voglio che muoia la mia Eredità di allegria Pablo Neruda Cento sonetti d’amore Buon viaggio dottor Alberto, sarai per sempre con tutti noi. Domani ci rivedremo ancora. Grazie di tutto. Antonella Orefice e la Redazione del Nuovo Monitore Napoletano
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«Se non ti riconosce nessuno, le indipendenze sono un disastro»; così Artur Mas i Gavarró, presidente della Generalitat de Catalunya dal 2010 al 2016.