Il passato nazista della Lufthansa

Categoria principale: Storia
Categoria: Storia Contemporanea
Creato Mercoledì, 13 Aprile 2016 14:55
Ultima modifica il Mercoledì, 13 Aprile 2016 14:59
Pubblicato Mercoledì, 13 Aprile 2016 14:55
Scritto da Mario Avagliano
Visite: 1459

Anche la Lufthansa, la compagnia aerea tedesca, fu complice del nazismo. Nel 1932 la Deutsche Luft Hansa, dalle cui ceneri nel 1955 nacque la Lufthansa, mise a disposizione di Adolf Hitler un velivolo per la sua campagna elettorale. Erhard Milch, dirigente della compagnia, divenne segretario di Stato del potente ministro dell’aviazione Hermann Göring.

E durante la Seconda guerra mondiale la Deutsche Luft Hansa sfruttò 10 mila lavoratori forzati, bambini compresi, costringendoli a lavorare in condizioni disumane in stabilimenti dove si costruivano o si riparavano ali, motori e componenti meccaniche. 

È quanto rivela uno studio dello storico tedesco Lutz Budrass, commissionato nel 1999 dalla stessa compagnia aerea, e a lungo tenuto nel cassetto, i cui risultati sono stati anticipati dalla Lufthansa, con un fascicolo allegato a un libro fotografico sulla storia della società, uscito poco prima dell’arrivo in libreria, lo scorso 14 marzo, del saggio, pubblicato da una casa editrice di Monaco.

Il passato scomodo della compagnia tedesca non è una novità in senso assoluto.

La storiografia tedesca si era occupata dell’argomento e nel 2012 un team di ricercatori delle Freie Universität, coordinati dal professore Reinhard Bernbeck, aveva riportato alla luce le mura di una vecchia baracca dei prigionieri a Tempelhof, ritrovando poi migliaia di reperti dell’epoca.

Dalla ricerca di Budrass, di 700 pagine, intitolata significativamente “Aquila e gru” (il simbolo della Germania nazista e il logo della compagnia aerea), emergono però vari dettagli inediti, come ad esempio il fatto che tra i lavoratori forzati vi fossero molti ebrei, impegnati nelle riparazioni all’aeroporto di Tempelhof, e che la compagnia nel 1942, a differenza di quanto fecero altre imprese tedesche, non si oppose in alcun modo al loro prelevamento e alla loro deportazione nei campi di sterminio.

 

Mario Avagliano