Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

1799.Il coraggio dei repubblicani napoletani negli scritti del generale Girardon

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Antoine GirardonI manoscritti del generale Antoine Girardon, raccolti e pubblicati in lingua originale francese, ci testimoniano compiutamente tutto il patriottismo e il coraggio dei repubblicani napoletani del 1799, soprattutto nel momento in cui, partite le truppe francesi di McDonald, decisero di rimanere a Napoli per organizzare la resistenza contro l’avanzata sanfedista di Ruffo, contro gli Inglesi, i Russi, Turchi e Portoghesi, tutti alleati dei Borbone.

I repubblicani napoletani potevano confidare, partite le truppe francesi di McDonald, solo nelle truppe del generale Antoine Girardon, che però aveva giusto  il compito di resistere a Capua.

Il generale Girardon, che era un onesto e fervente cittadino repubblicano, sincero ammiratore della giustizia, della libertà e dell’uguaglianza repubblicana, quando  il 26 giugno 1799 ricevette la lettera di Méjan, che lo avvisava dell’entrata in Napoli delle forze alleate dei Borbone, e che i membri del Governo repubblicano avevano resistito con 1500 Patrioti, asserragliati a difendere la Repubblica in Castel Nuovo e in Castel dell’Ovo, fu comunque soddisfatto dei patti di capitolazione firmati sia dagli avversari della Rivoluzione Napoletana che dai suoi rappresentanti, Generale Oronzo Massa ed Enrico Michele L’Aurora, in quanto prevedevano la scelta dei Patrioti Napoletani di imbarcarsi per Tolone.

Infatti, nella lettera al Cittadino Mejan, Capo della Brigata di Sant’Elmo del 29 giugno 1799, il cittadino generale Antoine Girardon rendeva noto:

“Ho ricevuto questa mattina la vostra lettera del 26 giugno. Sono affascinato che voi abbiate ottenuto delle condizioni a favore dei Patrioti. Che ne è del Governo? Per voi non vedo che una soluzione: se non potete più tenere la vostra posizione, evacuate su Capua”.

E’ nel “ Précis” delle operazioni che il cittadino generale Girardon ricordò di aver indicato anche ai patrioti repubblicani napoletani di rifugiarsi a Capua, evitando di resistere fino alla fine a Napoli, pur apprezzando notevolmente il loro “ coraggio e il loro patriottismo".

Scrisse Girardon: “ I Patrioti di Napoli si accorgeranno troppo tardi dell’errore commesso, rifiutando l’indicazione del General in capo, che aveva loro indicato Capua quale rifugio”.

E’ pur vero che il 22 maggio Girardon si era recato da Capua a Napoli per assistere alla processione del Corpus Domini insieme agli ufficiali francesi e  cisalpini per assicurare i Patrioti repubblicani napoletani che non sarebbero mai stati abbandonati. Infatti, il 23 maggio Girardon annotò nel suo Journal di aver assistito col Governo repubblicano napoletano alla Fete- Dieu e di essersi incontrato con i rappresentanti della Repubblica.

Davanti alla potente coalizione controrivoluzionaria, costituita dall’Armata Sanfedista del cardinale Ruffo, dagli Inglesi di Nelson, dai Russi, dai Turchi e dai Portoghesi , Girardon si preoccupò di provvedere alla difesa della Piazza di Capua e di rafforzarla.

D’altronde  quello era stato  l’unico compito che McDonald gli ha affidato, abbandonando Napoli, dopo che il grande generale Championnet era stato costretto a lasciare Napoli già il 13 febbraio 1799. Tuttavia Girardon si mostrò più che convinto che i Patrioti sarebbero stati  salvi solo raggiungendo Tolone.

Resta aperta la questione del mancato ripiegamento su Capua, come era stato ordinato a Méjan, ma ciò fa parte del patriottismo e del coraggio. Quello che Mèjan avrebbe potuto fare consisteva nell' obbligare Nelson a rispettare i patti.

A tal proposito anche Vincenzo Cuoco scrisse  testualmente: “ il partito migliore sarebbe stato anche allora quello di abbandonare la città, e fatta una colonna di patrioti, che allora sarebbe divenuta numerosissima guadagnar Capua per la via di Aversa o di Pozzuoli.

Non si sa qual fato avesse distolto gli animi dall’esecuzione di questa sentenza, che pure pare la migliore. Si vuole che Méjan, comandante in forze in S. Elmo si fosse opposto. Se Mèjan aveva già venduto il forte e la città a Carolina, al certo la sua premura dovea essere quella di consegnarle tutt’i patrioti senza lasciarne fuggire neppur uno”.

Se i patrioti repubblicani avessero raggiunto Capua - conclude Cuoco - “ Napoli non sarebbe divenuta, come addivenne, teatro di stragi, d’incendi, di scelleraggini e di crudeltà, ed ora non piangeremmo la perdita di tanti cittadini”.

I patrioti repubblicani del 1799 decisero di resistere nei forti fino alla fine e in tal gesto si evince tutto  il loro patriottismo a cui fa riferimento lo stesso Girardon. In quel gesto estremo di coraggio furono consegnati alla storia quali  gloriosi martiri della Repubblica.


Bibliografia:

Le Patriotisme et le courage- a cura di Georges Segarini e Maria Pia Critelli- Napoli 2000
Vincenzo Cuoco – Saggio Storico sulla Rivoluzione Napoletana del 1799

 

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