Letture e beni confiscati, per ricordare don Peppe Diana
Fra le iniziative per ricordare quel 19 marzo, ieri nello spazio polivalente di Piazza Forcella, la Maratona di lettura organizzata dal Comitato don Peppe Diana e dalle Associazioni A Voce Alta, Libera e Polis, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in cui ogni partecipante ha letto una pagina scritta da lui p dagli autori che hanno ricostruito la sua vita, affianco alla mostra “Il mio sguardo libero, volti per la legalità", in cui i volti sorridenti di persone impegnate nella lotta alla criminalità organizzata. E stamattina la presenza di don Giuseppe Diana si è sentita anche nel centro polivalente La Gloriette, in via Petrarca, bene confiscato alla camorra ed inaugurato oggi dalla cooperativa sociale l’Orsa Maggiore, che ospita adolescenti dai 15 anni con problemi di scarsa autonomia o lievi disabilità.
|
Pubblicazioni mensiliNuovo Monitore Napoletano N.208 Aprile 2026
Miscellanea Letteratura, Storia e FilosofiaEugenio Colorni e il sogno del Manifesto di Ventotene Il Sud che votò per la Repubblica L’Italia: genesi di una crisi permanente 25 aprile 1945: la Liberazione partita da Napoli Ugo Cafiero e l’avventura tripolina Pedro Calderón de la Barca, la vita sarà davvero un sogno!?
Libere Riflessioni Napoli a 360°: il cammino sui tetti del Duomo L’estremismo religioso porta sempre tragedie J.D. Vance vuole insegnare al Papa la teologia
Filosofia della Scienza Antonio Gramsci sull’intellettuale collettivo Quando si può parlare di razionalità?
Cultura della legalità Il dovere di vigilanza del dirigente pubblico Giornata della Terra, l’appello del 22 Aprile: “agire ora per salvare il pianeta” Vittime innocenti. Aprile 1946-2021
Statistiche
La registrazione degli utenti è riservata esclusivamente ai collaboratori interni.Abbiamo 419 visitatori e nessun utente online |



Il 19 marzo del 1994, alle 7,20 del mattino, la camorra ammazzava Don Peppe Diana, il prete di Casal di Principe che aveva dedicato la vita alla lotta contro illegalità e abusi, con denunce e prediche ricche di esempi, di nomi e di cognomi, e fu ucciso perché non si era arreso alla connivenza ed alla convivenza tra malavita e sistema di potere, quello annidato nelle istituzioni, negli affari e nelle professioni.