Le giornate della Cultura a Napoli
Così il filosofo Aldo Masullo nella sua vivacissima prolusione che mercoledì 3 aprile ha aperto – dopo i saluti istituzionali – le tre giornate della cultura promosse dal Comune di Napoli nel magnifico convento di San Domenico Maggiore.
Un'adunata plenaria che ha chiamato a raccolta le forze intellettuali, artistiche e creative della città per progettare in modo condiviso le linee d'azione delle politiche culturali cittadine, riconoscendo in primo luogo la funzione civica della cultura all'interno di una comunità.
«La cultura è tutelata dalla nostra Costituzione, ha ricordato argutamente il professor Salvatore Settis, lo spread no». All’iniziativa hanno aderito oltre cinquecento operatori culturali cittadini, impegnati in sette diversi gruppi tematici per sviluppare strumenti di indirizzo e di governo delle scelte pubbliche, compresi gli investimenti di risorse e l'utilizzo dei fondi europei.
La giornata di giovedì è stata dedicata al ruolo della cultura nei percorsi di sviluppo della cittadinanza attiva, con le esperienze e i protagonisti di associazioni e gruppi che agiscono sul territorio.
Le giornate della cultura si sono concluse venerdì 5 aprile col rendiconto collegiale dei lavori.
Fra gli scopi dell'evento la creazione di sinergie fra gli operatori della conoscenza e dei saperi, e la formulazione di indirizzi partecipati e condivisi per le politiche pubbliche.
I tavoli tematici hanno prodotto analisi dei punti di forza e delle criticità del sistema culturale cittadino, e hanno elaborato proposte operative in ambito di teatro, cinema, musica, danza, patrimonio artistico, beni culturali, editoria, biblioteche.
Alla plenaria è intervenuto lo scrittore francese Daniel Pennac con un tagliente intervento sulle politiche culturali in tempo di crisi e sulla svilente consuetudine di considerare la cultura esclusivamente come strumento imprenditoriale.
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