La democrazia strumentalizzata

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La Democrazia liberale è uno dei valori e una delle conquiste nodali della storia dell’umanità e la sua conquista o riconquista  è costata lacrime, sangue, sacrifici, prigioni, morti, per cui essa dovrebbe essere rinnovata quotidianamente nel suo aspetto ideale e nella nobile memoria, che ne sono il fondamento.

E’ chiaro che, se è costata lacrime e sangue, la democrazia per affermarsi ha dovuto combattere i suoi nemici, quelli che la osteggiavano e cioè i lucidi antidemocratici, che temevano il suo avvento come pericoloso per i loro consolidati, millenari, secolari interessi: sovrani assoluti, nobili ereditieri, cristiani clericali di tutte le risme e tutto il mondo di ceti che erano ad essi collegati o per pane o per condizionamento ideologico-antropologico.

E quando la democrazia si è affermata, non è che la lotta contro di essa si è fermata, pur nell’esperienza costante degli immensi vantaggi materiali, ideali, di dignità storica riconquistata, che essa garantiva e promuoveva.

I vecchi nemici, mentre come egoisti furbastri traevano vantaggio comunque anch’essi del clima storico generale di progresso portato dalla democrazia, hanno sempre avuto nostalgia e volontà di riprendere il vecchio ruolo di prepotenti privilegiati e aristocratici ed hanno elaborato con cattiveria lucida machiavellica altre strade, con al vertice i lucidi esponenti del cristianesimo.

Poiché il cuore della vita democratica è costituita dal momento elettorale, della scelta popolare dei rappresentanti che, in nome del ‘popolo’ (non della ‘plebe’), vanno a occupare le leve delicate di governo, i nemici storici e attuali della democrazia non hanno scelto la via di una lotta frontale, coraggiosa della riconquista violenta e armata del modello antidemocratico assolutista, ma quello machiavellico di una riconquista dall’interno, usando gli stessi strumenti democratici, usando le stesse parole d’ordine democratiche che nel loro cuore nero nemico odiano a morte.

Ed hanno assoldato, come sempre nella storia, la ‘plebe’che si vende per 50 euro a voto, così portando loro stessi o loro fedeli, vestiti da democratici, nei luoghi del potere, esercitato naturalmente non a vantaggio del popolo, ma nell’interesse crasso dei pochi e svuotando così ogni giorno dall’interno l’ethos democratico.

 

Questo decennale svuotamento che è avvenuto in Italia ad es. dal 1945 ad oggi per opera dei cosiddetti ’democratici’ non a caso, ‘significativamente’ ‘cristiani’ e loro sodali ‘formalmente democratici’ di occupazione del potere e di utilizzo crasso di hanno strutturato una possente sempre più pervasiva egemonia, come le spire di un serpente velenosisssimo.

La punta dell’iceberg antidemocratico solidificatosi e divenuto ‘egemone regime oggi ottobre 2012’ è segnalato dall’avvento di forme anche organizzate espressamente, spudorate, antidemocratiche borboniche e neo-borboniche, leghiste secessioniste, dal Nord alla Sardegna, coi musei del brigantaggio, tutte mitizzanti un inesistente Medioevo e l’età moderna assolutista, che hanno avuto ed hanno sempre sostanzialmente come nemici la ‘Democrazia Liberale’, i valori, le memorie, le conquiste di dignità storica degli uomini e delle donne, non più ‘sudditi’ o ‘suddite’, ma ‘cittadini’ e ‘cittadine’ con i loro fondamentali diritti di libertà e di espansione libera della loro personalità.

I credenti e gli amici della ’Democrazia Liberale’ con lucida, amara, ma austera consapevolezza, devono prepararsi ed attrezzarsi per una nuova battaglia più insidiosa di altre, quando il nemico era chiaramente individuabile ed anche le spie non potevano tenere a lungo le loro maschere.

Devono unire le loro sparse forze e cominciare con lucida forza a smontare senza pietà le spire velenose del serpente antidemocratico, che stringe e avvolge sempre di più il quotidiano personale e collettivo.

 

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