Le emergenze planetarie. Intervista ad Antonino Zichichi

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Si è conclusa lo scorso 25 agosto la 45° edizione dei Seminari internazionali sulle emergenze planetarie, organizzati dalla World Federation of Scientists (WFS) e dal Centro di cultura scientifica Ettore Majorana.

Tema della settimana di lavoro è stato ‘Il ruolo della scienza nel terzo millennio’. Dalla guerra -che molto probabilmente non sarà nucleare bensì cibernetica-, al nucleare -sicuro se sfilato dalle mani della politica e riaffidato esclusivamente alle competenze scientifiche-, all’emergenza alimentare, come ogni anno i Seminari 2012 hanno offerto una grande occasione per capire qualcosa di più del mondo e dell’ignoranza umana alla base della progressiva distruzione del pianeta.

Con il professor Antonino Zichichi, fondatore del Centro, tra i fisici europei più illustri e brillante divulgatore scientifico, abbiamo tentato di fare il punto su alcuni tra i temi più interessanti dibattuti nella settimana di lavoro.

Centodieci scienziati di quaranta Nazioni a Erice per studiare le Emergenze Planetarie.

Qual è il ruolo della scienza nel III millennio?

Quello di far capire a tutti quali sono le vere Emergenze Planetarie e quali non sono. Esempio. La ‘Cultura Dominante’ è riuscita a demonizzare l’effetto serra e l’anidride carbonica. Ebbene queste due ‘cose’ non le ha fatte l’uomo ma la Natura. Se queste due ‘cose’ non esistessero non potremmo essere qui a discuterne.

Non potrebbe esistere la vita in questo satellite del Sole. Su queste due ‘cose’ è concentrata l’attenzione di tutti i Governi del mondo; prova ne è la quantità di miliardi Dollari (in USA) e di Euro (in Europa) già stanziati per far fronte a queste due ‘cose’ che tutti pensano siano due Emergenze Planetarie. Così non è, come è venuto fuori dai Seminari di Erice.

 

Purtroppo le vere Emergenze ci sono e non sono due, bensì 71. I miliardi di Dollari vanno spesi per affrontare e risolvere queste vere Emergenze. Il pericolo grave è che i Governi restino senza fondi per le Emergenze Planetarie il cui studio ha bisogno di un Centro Internazionale interamente impegnato a unificare Scienza, Tecnologia e Cultura affinché l’azione politica sia al passo con le conquiste scientifiche.

Lei ha dichiarato "oggi noi viviamo come se nessuno sapesse quali sono le leggi fondamentali che reggono il mondo". Le chiedo, operativamente, come far entrare la scienza nella vita quotidiana degli individui, nel loro patrimonio di conoscenze? Come deve cambiare la scuola e come la formazione perenne?

C’è bisogno di Scienza nella vita di tutti i giorni, anche se nessuno se ne rende conto. La Tecnologia Medica (Raggi X, Risonanza Magnetica, TAC, PET ecc. ...) non potrebbe esistere se noi scienziati non avessimo scoperto le leggi che reggono la realtà in cui viviamo e di cui siamo parte. La Scuola deve cambiare e anche la formazione di chi vuol essere parte di questa battaglia culturale che è la più civile battaglia che si possa immaginare. Il nemico numero uno dell’umanità è infatti l’Ignoranza: un male perfettamente curabile.

In questo, quali sono le responsabilità dei media?

Enormi. La Potenza informatica dei media è cresciuta enormemente. Il suo livello si è inveceenormemente abbassato. Le faccio un esempio. Hanno fatto una domanda a portatori di telefonino fermi ai semafori di una grande città d’Europa. Chi ha il telefonino porta in mano le frontiere della Elettrodinamica Quantistica.

Ecco la domanda: “Lei sa che il Sole sorge a Oriente e tramonta a Occidente. Secondo quanto Lei sa è la Terra che gira o il Sole?” Il 70% degli intervistati ha risposto: “Il Sole”. Ecco perché ho detto che fa più Cultura MaurizioCrozza che l’insieme dei Media. Crozza ha detto: “La Terra gira attorno al Sole senza fermarsi mai. Sapete perché? Non trova parcheggio”. Chi ha ascoltato Crozza non dirà mai che è il Sole a girare attorno alla Terra.

Quali sono le 71 Emergenze Planetarie? Potrebbe elencarcele?

Sono nei 45 volumi degli atti dei nostri Seminari sulle Emergenze Planetarie. Io possolimitarmi a dire che le sorgenti di queste 71 Emergenze sono 15: 1) Acqua, 2) Suolo, 3) Cibo, 4) Energia, 5) Inquinamento, 6) Limiti dello Sviluppo, 7) Cambiamenti Climatici, 8) Monitoraggio del Pianeta, 9) Minacce Belliche nel Mondo Multipolare, 10) Scienza e Tecnologia per il Terzo Mondo, 11) Sostituzione degli Organi, 12) AIDS e altre Malattie Infettive, 13) Inquinamento Culturale, 14) Difesa contro Oggetti Cosmici, 15) gli Ingenti Investimenti Militari. Ciascuna di queste 15 sorgenti genera diverse Emergenze.

Quest’anno la relazione di apertura è stata tenuta dal Presidente della Repubblica Ceca, professore Václav Klaus. Esiste un forte connubio tra scienza e politica, parliamone.

Non è connubio è alleanza. Il Professore Klaus è uno dei Presidenti più colti che esista al mondo. Segue da anni i lavori degli scienziati di Erice che hanno le loro radici nella WFS(diecimila scienziati di 115 Nazioni). Noi infatti non ci siamo limitati a studiare teoricamente le Emergenze Planetarie citate prima.

Abbiamo saputo progettare e realizzare ben 100 progetti-pilota in 50 Paesi per dimostrare che se c’è volontà politica è possibile affrontare e risolvere le 71 Emergenze Planetarie.

Le faccio un esempio di progetto-pilota realizzato in Cina negli anni 90: il ‘Sistema di previsione in tempo reale e della gestione delle inondazioni del Basso Fiume Giallo’, volto a risolvere gli enormi problemi creati dalle periodiche inondazioni nel bacino del Fiume Giallo che ogni anno causavano migliaia di vittime. Il costo del progetto pilota è stato 3,4 milioni di dollari. I risultati da noi ottenuti hanno permesso alle autorità cinesi di intraprendere l’attuazione del progetto completo con un finanziamento di un miliardo di dollari della Banca Mondiale.

Parliamo del nucleare. Qual è la sua posizione?

La tecnologia nucleare non esisteva nel 1940. In appena cinque anni si passa dalla totale assenza di questa tecnologia alla esistenza delle centrali nucleari e purtroppo anche alle bombe (dette atomiche ma in realtà a fissione nucleare) che hanno distrutto Hiroshima e Nagasaki. Nel corso dei cinque anni sopra citati (in realtà il Progetto Manhattan è durato appena 38 mesi) si passa quindi dal nulla alla tecnologia nucleare di potenza inaudita per quei tempi, senza alcun incidente. Come si spiega questa totale mancanza di incidenti conChernobyl e Fukushima?

Il Progetto Manhattan era in mano alla vera grande Scienza;Chernobyl e Fukushima invece sono stati in mano alla violenza politica ed economica. I disastri di Chernobyl e di Fukushima non sono dovuti alla tecnologia nucleare ma all’uso che di questa tecnologia ne fa la violenza politica (Chernobyl) ed economica (Fukushima).

Io ho avuto il privilegio di conoscere tutti i fisici del Progetto Manhattan. Essi si erano posti esattamente i problemi oggi di straordinaria attualità, partendo da un dato di fondamentale importanza. Il fuoco nucleare regala all’umanità un fattore pari a un milione di volte la potenza di tutti i precedenti ‘fuochi’.

Per produrre la stessa quantità di energia ci sono due strade: bruciare un milione di chili di petrolio, carbone, legna, gas (qualsiasi combustibile di tipo elettromagnetico), oppure bruciare appena un chilo di combustibile di tipo nucleare. Immagini di avere due macchinette. In una Lei mette un Euro ed esce un panino. Nell’altra mette sempre un Euro ma escono un milione di panini. Quale sceglierebbe? I nostri posteri non ritorneranno all’età della pietra per mancanza di energia. Useranno il milione di volte citato prima. L’umanità ha bisogno di energia per vivere bene.

Esiste il rischio di una guerra nucleare nei Paesi Arabi e di una guerra tra Israele e Iran? E come è possibile uscire da queste situazioni?

Il pericolo è fuori discussione che esista. Bisogna fare in modo che questo pericolo non diventi realtà. Come? Cercando in tutti i modi di convincere gli uni e egli altri che a nessuno dei due conviene scatenare un conflitto. La Scienza è il motore di pace più efficace che esista al mondo. Ecco uno dei motivi per cui la World Federation of Scientists ha studiato il progetto per creare un Centro di Studi sulle Emergenze Planetarie.

Coloro che vorrebbero scatenare una guerra debbono capire che tutti abbiamo un nemico comune e che questo nemico sono le Emergenze Planetarie. Emergenze che, se non vengono affrontate e risolte, in tempi brevi, colpiranno tutti gli abitanti di questo satellite del Sole; nessuno escluso. Invece dicombatterci a vicenda è molto più saggio combattere insieme le Emergenze Planetarie.

Guerra nucleare o cibernetica? E la guerra cibernetica come ce la dobbiamo attendere?

È fuori discussione che con la cosiddetta guerra cibernetica si possono mettere fuori uso tutti i sistemi di distribuzione d’acqua e d’energia di un’intera Nazione.

L’incidente occorso in India poche settimane fa nella distribuzione di energia elettrica è un esempio dellavulnerabilità che caratterizza le strutture da cui dipende la vita di tutti i giorni.

Detto in termini sintetici: è possibile mettere in ginocchio un’intera Nazione senza usare né missili intercontinentali né bombe nucleari. La guerra cibernetica va presa sul serio, come insegna la Storia. L’umanità, dall’alba della civiltà ai tempi di oggi, ha combattuto cinquantamilaguerre.

Le prime le ha vinte chi riusciva ad avere la supremazia sulla superficie terrestre; le successive vennero vinte da coloro che avevano il dominio dei mari; l’ultima guerra ha visto vincente la Nazione (USA) che dominava il cielo. Poi sono venute le guerre spaziali che la Scienza è riuscita a evitare. Adesso siamo alle guerre ‘elettroniche’; è questo il vero significato di guerra cibernetica che la comunità scientifica della WFS studia grazie al gruppo di lavoro che ha dentro i più grandi specialisti sia del ‘soft’ sia dell’‘hard’. Infatti per vincere è necessario non dimenticare che la matrice del ‘soft’ sta nella parte ‘hard’.

Esempio: le Ferrari hanno bisogno sia della macchina (hard) sia di Fernando Alonso che la sa guidare (soft). Ma se vogliamo vincere non basta avere Alonso; è necessario fornirgli una macchina quanto più perfetta e potente tra tutte le possibili macchine. Questa difesa della componente ’hard’ delle attività umane nasce in quanto io appartengo alla componente ’hard’ dell’attività scientifica, spesso dimenticata a tutti i livelli, pur essendo il motore del progresso ’hard’ e ’soft’.

Lei ha affermato che "la Cultura del nostro tempo, che è detta moderna, in verità è pre-aristotelica". Che significa?

Significa che della ‘Cultura del nostro tempo’ non fanno parte né la Logica Rigorosa Teorica (meglio nota come attività matematica) né la Logica Rigorosa Sperimentale (meglio nota come Scienza).

Per la Cultura detta moderna è come se la Scienza non fosse stata scoperta. Chi usa il telefonino, Internet ecc. .., e chi ha bisogno delle moderne tecnologie mediche è convinto che questi strumenti siano stati inventati dalla tecnologia dell’informazione e dalla tecnologia medica.

Non è così che stanno le cose (come abbiamo visto già). Se non fosse per le scoperte che hanno portato a scrivere le equazioni della Elettrodinamica Quantistica (QED: Quantum ElectroDynamics) alla cui costruzione io ho dato contributi notevoli, non potrebbero esistere le tecnologie sopra citate. Enrico Fermi diceva:

"Quando c’è in gioco il proprio lavoro bisogna abbandonare la modestia".

Enrico Fermi fu il più grande Galileiano dell’ultimo secolo e visse sulle sue spalle l’enorme responsabilità di capire l’importanza della Cultura nella vita di tutti i giorni. Purtroppo morì all’età di appena 53 anni e non poteva che raccomandare ai suoi allievi di Chicago di battersi affinché all’Hiroshima politica non seguisse l’Hiroshima culturale. Siamo in piena Hiroshima culturale. Parlano infatti di Scienza persone che non hanno mai scoperto né inventato nulla, ma che il grande pubblico considera ’scienziati’. Ecco l’origine della confusione tra Scienza e Tecnica e di tutte le altre mistificazioni culturali di cui siamo vittime noi scienziati.

Come giudica il livello di conoscenza e consapevolezza scientifica della classe politica dei grandi Paesi del mondo?

C’è un enorme risveglio. Ai Seminari di Erice hanno preso parte esponenti illustri della politica italiana e straniera. Il Presidente della Repubblica Ceca Václav Klaus, è stato con noi a Erice dove sono venuti anche il Ministro Anna Maria Cancellieri, gli Onorevoli Alessandro Pagano e Alfredo Mantovano; il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Italiana Donato Marra per portare agli scienziati della WFS il sostegno di Giorgio Napolitano al progetto della WFS per un Centro Studi e Ricerche sulle Emergenze Planetarie.

Le ultime notizie da Cina, Russia e USA sono molto incoraggianti essendo le Emergenze Planetarie finalmente riuscite ad attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica che in questi grandi Paesi agisce da centro propulsore dell’azione politica: negli USA il Presidente Obama intende porre le Emergenze Planetarie nel suo programma elettorale.

 

[da l'Indro]

 

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