Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Eleonora: “Forsan et haec olim meminisse iuvabit”

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Forsan et haec olim meminisse iuvabit.

Sono le ultime parole pronunciate da Eleonora Pimentel Fonseca, martire per la libertà,  il 20 agosto 1799.

Queste parole, nell’agosto del 2012, riecheggiano nella mente di chi, ventenne di vent’anni fa, da bambina ha respirato quello spirito popolare di omertosa complicità al potere prevaricatore che si esprimeva nel rivolgersi alla burocrazia sotto forma di richiesta di favore, nel condannare moralmente chiunque non fosse cattolico, e conseguentemente, nel disprezzare i comunisti in quanto pericolosi ed immorali.

Era diffuso, nella terminologia corrente, il termine “lazzarone”, usato con approvazione e simpatia, per indicare un comportamento da furbetto/bricconcello.

Il termine è poi scomparso dall’uso corrente delle generazioni successive, parallelamente al diffondersi sempre crescente dell’istruzione scolastica, ma è tornato nella sua essenza concettuale con l’avvento di colui che-facendo del proprio stile di vita un modello massmediale - con l’aggravante della previsione legislativa postuma finalizzata all’inquadramento dei comportamenti che caratterizzano il detto stile di vita nel novero del lecito, consentito, e pure osannato e lodato - negli ultimi vent’anni è riuscito a dare un’efficace stangata all’edificio della legalità costruito, fino a renderlo pericolante.

Perché  è proprio alla cultura dei lazzari che il soggetto in questione ha fatto ricorso,  seminando ignoranza e diffondendo il mito del potente “lazzarone” anziano che si può permettere le giovinette: la politica del lazzarone nazionale ha fatto scuola nelle amministrazioni locali di tale cerchia che hanno subito preso parte alla politica del bunga, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: amministratori ignoranti ed incompetenti, una discarica in pieno Parco del Vesuvio- che non sarebbe ammissibile neanche sotto forma di pensiero ipotetico-invece l’hanno realizzata veramente.

Il messaggio- trasmesso nelle sue varie forme dirette e indirette- dello scambio allegro tra prestazione diciamo così “ultra legem” e posto di lavoro si è fatta strada, con buona accettazione di tanti genitori premurosi, desiderosi di un buon avvenire per le figlie.

E’ ovvio che in tale substrato che vede il potere legislativo indaffarato a cercare  le patch,  i giudici vengono a costituire dei giacobini fastidiosi: sono fuori dalla strategia di marketing “tutto ha un prezzo, ergo posso”; che ci vuole nella filosofia di questi qui a dirgli: “ci dispiace, siete stati eliminati!”

Forse nell’agosto del 2012 giova ricordare l’agosto del 1799 per riportare le menti ottenebrate dal bunga bunga show quotidiano ai valori  della libertà e della  dignità di persona, per ricordare gli eroi che per quei valori hanno dato la vita, e per vergognarci nei loro confronti se accettiamo passivamente che la magistratura sia attaccata nella sua indipendenza: unica vera forma di garanzia della legalità.

In quest’istante si diramano i primi raggi di sole, sembra quasi il nuovo giorno abbia voluto illuminare la parola “legalità”: un motivo in più per dire “forsan et haec olim meminisse iuvabit”

 

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