Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Siamo sudditi della Libertà

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A seguito della pubblicazione di due articoli del Prof. Nicola Terracciano su Piazza del Plebiscito, (articolo 1articolo 2 ) condivisi da tantissimi lettori e ripubblicati spontaneamente anche da altre redazioni, stiamo ricevendo numerosi attacchi (sia per mail che sulla pagina Fb)  da parte di gente (classifichiamola storicamente) borbonica, lazzara e sanfedista.

Bene, ne siamo molto compiaciuti perchè ciò significa che finalmente hanno compreso (cosa molto difficile data la loro natura) che la storia vera sta venendo fuori ed è scomoda.

Conosciamo molto bene le loro argomentazioni, impastate di stereotipi, luoghi comuni e solite cantate. Slogan da stadio, insomma, ripetuti fino alla nausea.

Stiamo cancellando e bloccando certi soggetti non graditi non per censurare la libertà di espressione, ma per evitare di alimentare polemiche sterili, antiche, e che vanno solo a mancare di rispetto verso la memoria di persone che hanno fatto la storia di Napoli, quella che ancora si vuole oscurare.

Noi crediamo che, come usiamo loro il rispetto di non  andare nei loro santuari, ignorandoli, così ora non prestiamo il fianco, rispondendo  alle loro pietose e ripetute invettive che denotano solo ignoranza e prepotenza.

 

Ci chiamano giacobini, ancora con quel tono sprezzante di allora. Se essere giacobini oggi significa cambattere con l'arma dell'intelligenza e della cultura la radicata ignoranza, ebbene lo siamo.

Se questo è il Sud che vuole emergere, effettivamente c'è da piangere.  Noi siamo i giacobini e loro sono i lazzari eredi del borbone che pensano di riscattare il meridione  tirando fuori la gloria di sovrani assassini che allora ci relegarono all'analfabetismo totale, ammazzando i migliori intellettuali che l'Europa ci invidiava.

Noi vogliamo riascattare la storia della nostra terra valorizzando la memoria di coloro che, come i repubblicani nel 1799, hanno dato la vita per Napoli e non per assoggettarla al Nord o a qualche sovrano,  ma per renderla una Repubblica, con l'esempio francese, di quegli stessi francesi che allora intervennero per aiutarci.

Avremmo riscattato la nostra autonomia anche dai francesi stessi se solo il popolo, ora come allora, non fosse stato così ignorante ed assoggettato al suo capobranco. Quello sarebbe stato un vero Risorgimento!

Ognuno ha un proprio culto. I neo borbonici sperano di farci regredire a quella condizione di gente asservita ad una stirpe assassina e oscurantista, facendo una politica assurda e retrograda. Andassero a guardare alle miserie del tanto decantato regno delle due Sicilie, oltre ai bei palazzi costruiti sul sangue dei contribuenti, andassero a vedere come funzionava la vita nella province, di cosa campava il popolo a da cosa deriva la criminalità attuale.

Noi siamo per le idee illuminate, progressiste, le stesse che ebbero i protagonisti della Repubblica del 1799 che con la loro lungimiranza, a distanza di due secoli, vedevano l'Italia repubblicana, e con l'Italia un'intera Europa.

Non pensiamo affatto che il Sud possa riscattarsi dallo stato di minorità a cui i Savoia con l'unificazione ci hanno relegati rispetto al Nord, ripescando le glorie di un regno borbonico che era solo della classe ricca, mentre il popolo adagiato, si pasciava nell'ignoranza.

Noi vogliamo far sentire che il Sud è capace di riscattarsi con le proprie forze, che è capace di avere idee, intelligenze e animo reagire, così come quei pochi valorosi di allora. Se i neoborbonici hanno bisogno di sventolare le loro ammuffite bandiere per dimostrare che ancora hanno nostalgia del loro capo branco, noi crediamo nello Stato democratico, noi la bandiera della Repubblica la teniamo alta, sui nostri pensieri e le nostre idee, senza sentirci i sudditi di nessuno, se non della nostra LIBERTA'.

 

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