Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Napoli Piazza del Plebiscito, ovvero Piazza dell'assassino

Condividi

Piazza del Plebiscito, che dovrebbe (e dovrà un giorno) avere al centro un monumento doveroso ai Martiri della Repubblica Napoletana del 1799 (come ha fatto Bordeaux per i Repubblicani Girondini), in realtà non dovrebbe nemmeno chiamarsi tale, giacchè essa è dominata dall’assassino Ferdinando IV, responsabile dello sterminio della più alta classe intellettuale e politica della storia del Mezzogiorno, ma anche, caso unico della storia,  della memoria di quella esperienza repubblicana, con la distruzione e l’affidamento con decreto al boia per il rogo di ogni documento relativo a quella vicenda.

(Vedi la riproduzione del decreto 24 gennaio 1800 nella ‘Premessa’ del volume di Alexandre Dumas ‘I Borbone di Napoli’ del 1862 , consultabile sul bello e commovente sito sulla Repubblica Napoletana, fondato dal benemerito Domenico Spena, al quale offre ora la consulenza la nostra rara,  infaticabile direttrice dott.ssa Antonella Orefice).

I vili politici fino ad oggi che hanno governato Napoli, la Campania, la Nazione, servi di potenti e clericali, che hanno sequestrato e tengono tra loro grinfie  ancora oggi la memoria nobile di Napoli, hanno avuto finanche la paura di mettere al suo posto il ‘Monumento al Plebiscito del 21 ottobre 1860’, che è e marginalizzato, dimenticato, dietro la cancellata nel giardinetto del lato nord di Palazzo Reale, quello che si affaccia sullo spiazzo definito dal lato destro del S.Carlo e un tratto di Via Vittorio Emanuele III.

 

Altro scandalo questo  di memoria storica, anche perché gli rimane intestata assurdamente anche la Biblioteca Nazionale, che potrebbe essere intitolata ad una nobile memoria grande di Napoli: da Vico a Croce ad es., essendo stato Vittorio Emanuele III il responsabile che ha permesso l’avvento del fascismo, ha firmato le leggi razziali, ha accettato l’alleanza con il nazismo di Auschwitz, ha portato l’Italia nella sciagura della II guerra mondiale, a partire dalla vile, infame aggressione alla Francia già vinta militarmente dai tedeschi).

Il Monumento al Plebiscito o anche ‘L’Italia turrita e stellata’, opera del 1861 dello scultore Francesco Liberti, è un dignitoso, discreto  bel monumento bianco che ha in alto la statua dell’Italia vittoriosa e sul lato principale una bella figura femminile, come un angelo, con le ali, che firma con la penna ’21 ottobre 1860’ , data memorabile del Plebiscito, e a fianco un giovane guerriero con la spada e lo scudo.

Sotto la statua dell’Italia vi sono gli stemmi delle principali città italiane, liberate e da liberare ancora (e quindi degli Stati ad essi collegati),  che hanno ormai l’Italia come madre e riferimento storico: Napoli, Palermo, Torino, Milano, Firenze, Roma, Venezia.

Anche per dare un senso alla denominazione della piazza e fare un minima opera di pedagogia civile per i tanti ignari che la vistano, si dovrebbe soltanto spostarla dal luogo, dove è oggi confinata, e metterla al posto dell’assassino, da portare in qualche deposito, lontano dalla vista degli uomini e delle donne che hanno un minimo di sensibilità storica, civile, umana.

 

Convegni

Premio Rhegium Julii 2019. Eleonora Pimentel Fonseca tra i vincitori

Leggi tutto...

Statistiche

Utenti registrati
121
Articoli
2200
Web Links
6
Visite agli articoli
8865389

(La registrazione degli utenti è riservata solo ai redattori) Visitatori on line

Abbiamo 230 visitatori e nessun utente online