Parole solo parole, l'esempio di "Abbacchiato" coniato da Michelangelo Buonarroti (il giovane)

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Praga di Alvaro Spizzichino, RomaNon ci sono solo le parolacce nella letteratura, come nella vita. Ve ne sono di poco in uso. Una azione di recupero, una spedizione di archeologia culturale dovrebbe riproporle, a costo di sentirsi dire: Roba vecchia!


Si pensi alla parola “abbacchiato”. Ci è capitato di sentirla (chi non ha in casa qualcuno che parli un po’ meglio, che legga, che voglia divertire e scelga un termine da rappresentare con una espressione facciale o corporea?). Accadde qualche mese fa. La voce: in tema con il senso del termine, quasi senza colore: Mi sento abbacchiato. Appena pronunciata la fatidica parola, il viso sembrò afflosciarsi e il corpo quasi ricadere come un sacco vuoto. Perfetto. La frase successiva svelò l’intenzione di far ridere su frasi comuni dette con leggerezza: Ho il sistema nervoso. Chi non ce l’ha? Si trattava di far intendere: Sono esaurito, stanco.


Ritornando ad Abbacchiato, che significa, appunto, svilito, depresso, è un antico termine, si attesta prima del 1612. È un participio, participio passato di abbacchiare. Deriva dal latino bacŭlum, ovvero bacchio-bastone. Dal punto di vista etimologico, quindi, significa: bastonato. C’è chi ricollega il termine  abbacchio: agnello da latte. Sfruttando la parola di M.Terenzio Varrone, (116-27 a.C.), scopriamo che trascorsi dieci giorni dalla nascita e sino al quarto mese di vita, i figli della pecora nera erano legati a un palo. Perché? Per evitare che, saltellando, si facessero male. Dalla formula latina derivano anche: bacchetta, baccello, bacillo, imbecille. Forse anche baccalà …

 


Detto ciò, verrebbe da chiedersi: Ma se si sa tutto ciò, pure la data quasi esatta in cui fu pronunciata, si potrebbe saperne di più? Per esempio: chi fu ad aprire bocca per la prima volta per dire abbacchiato?


Lo si sa, grazie a Gianfranco Lotti e al suo libro "Perchè si dice così", Origini, curiosità, storia delle parole che usiamo tutti i giorni. Anche se abbacchiato sta passando nel dimenticatoio, il libro è utilissimo, forse pure per questo, perché ci dà modo di affezionarsi a un termine come fosse una persona, con la propria storia, figli connessi.
È uno dei testi che sarà utilizzato nel corso di scrittura creativa, sezione Corso di scrittura di testo teatrale, cinematografico e sceneggiatura (lingua italiana):

Ah! Abbacchiato: chi lo disse la prima volta? Michelangelo Buonarroti il Giovane, scrittore fiorentino, nipote del più famoso Michelangelo Buonarroti.

 

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