Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

L'Anno Mille (4)

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Generalmente condannati dai veri spirituali, il panslavismo e panellenismo vanno da allora di pari passo con il succedersi di regimi autoritari che, più difficili da sradicare giacchè si sono formati su basi socioeconomiche arcaiche, si dividono ancora una buona parte dell’Europa orientale: certamente non esprimono l’ortodossia e ne costituiscono anzi la peggiore delle caricature, ma si deve sapere che essi riposano su una delle primarie tradizioni ortodosse, la più bizantina. (A.Ducellier , Bisanzio , Torino , 1988 , pp..429-430 )

In questi ultimi tempi, forse a causa della situazione politica particolarmente contraddittoria e precaria, anche il cinema si è interessato a temi tipicamente medievali come streghe, profezie, ecc… ma anche a temi meno “orridi”.

Tra i tanti film in circolazione che già nei titoli sono significativi, "Suspiria" di D.A., "Carrie,lo sguardo di Satana" di B.D.P., "L’esorcista" di W.F.,vale la pena di soffermarsi un momento su un film particolarmente esemplare per quanto ci riguarda: "Il presagio" di S.D..

Alcune scene emblematiche: un bambino accompagnato dai genitori va a Roma, capitale di un’Europa unita, il sacro romano Impero che ritorna; insieme ai genitori si reca in terra Santa nei luoghi sacri del culto cristiano, il viaggio in Terra Santa come ultimo viaggio e come segno dell’imminente fine del mondo; ritroviamo il bambino in America che diviene il padrone della Casa bianca col suo sorriso ambiguo, che, come vogliono le Sacre Scritture, connota in modo evidente la presenza dell’Anticristo; il mondo, finalmente si scopre, è caduto nelle mani dell’Anticristo.

Tentativo di interpretare demonologicamente e quindi chiudersi a ogni interpretazione politica e perciò strutturale, il Watergate, il mondo in preda ai pazzi, agli invasati, tipico tentativo reazionario. Anche uno storico come Procopio di Cesarea scorge in Giustiniano, il suo illustre principe, l’archetipo e il prototipo romano-orientale dell’Anticristo, non a caso, augusto consorte della perversa e pervertita imperatrice Teodora, satanica e abominevole reincarnazione circense e postribolare dell’altrettanto stregonesca e perfida Messalina, divoratrice orgiastica di sprovveduti maschi mediterranei.

Ma ci sono anche altri film,tanti,come "Il deserto dei tartari" diV.Z., che fa del senso dell’attesa tipicamente medievale il leit-motiv della sua opera.

 

“Per le teorie del macrocomplotto, o complottiste, esisterebbe un vero organigramma delle forze del male, che sono all’opera da sempre – o da tempo immemorabile – nella storia e che hanno prodotto, concatenandoli, tutta una serie di avvenimenti: guerre, rivoluzioni, lutti e rovine.

Le teorie del macrocomplotto nascono nella letteratura sull’Anticristo e sul suo prossimo avvento che, pur non assente in ambito medioevale, dilaga dopo la Riforma protestante. L’opera del Diavolo nella storia viene riferita a uno scopo preciso, l’avvento dell’Anticristo, per cui operano da sempre forze nascoste. Per alcuni polemisti cattolici l’Anticristo è Martin Lutero (1483-1546 ), o uno dei sovrani che appoggiano la Riforma; per i polemisti protestanti l’Anticristo è l’imperatore o il papa.

Un secolo dopo per i ‘vecchi credenti’ russi l’Anticristo - nell’ambito di teorie del complotto forse perfino più grandiose - sarà identificato nello zar, autore di una riforma ecclesiastica e liturgica non gradita. A partire dal Settecento una certa forma di pensiero religioso sarà tentata da teorie complottiste a fronte di eventi apparentemente imprevedibili e difficili da spiegare con cause puramente naturali: l’egemonia culturale dell’Illuminismo, la Rivoluzione francese, e più tardi l’esplosione dello spiritismo, la rapida scristianizzazione di numerosi paesi europei, il socialismo e il comunismo.

Vengono così costruiti schemi a forma di piramide che vedono fisicamente dietro i dirigenti politici e culturali visibili una classe dirigente invisibile costituita dalle società segrete, fra cui -ma non è la sola- la massoneria.

Dietro le società segrete opererebbero società ancora più segrete, apertamente sataniste. Dietro i satanisti opererebbe il Diavolo in persona, la cui azione non si limiterebbe alla modalità della tentazione, ma si manifesterebbe in apparizioni molto esplicite e dirette, in cui il Principe del Male dà istruzioni precise e dettagliate a i propri luogotenenti umani.

Solo a un' epoca relativamente tarda, nello schema - a qualche parte fra i massoni e i satanisti - vengono inseriti anche gli ebrei, intendendo questa espressione, almeno fino al secolo xx, in senso non razziale ma religioso, dal momento che i teorici del complotto sono più spesso antigiudaici che antisemiti.

Sulla scia delle analisi complottiste della Rivoluzione francese, grandi teorie del complotto vengono proposte da alcuni demonologi francesi negli anni 1860 e 1870. Il più grande affresco del complotto universale si ritrova però nelle opere di un mistificatore, Leo Taxil - pseudonimo di Gabriel Jogand, (1854-1907) e del suo collaboratore Charles Hacks, che firma con lo pseudonimo di ‘Dr.Bataille’ il famoso Le Diable au XIXe siecle, edito in due volumi da Delhomme et Briguet, a Parigi-Lione nel 1892-1894-, che confessa la sua frode nel 1897.

Tale confessione farà perdere credibilità al complottismo in genere, che tuttavia sarà talora riproposto - spesso utilizzando le opere del mistificatore francese senza citarlo-nel secolo xx. L’idea che gli ebrei abbiano un ruolo centrale nel grande complotto universale emerge soprattutto dai Protocolli dei Savi Anziani di Sion, che fanno la loro comparsa in Russia nel 1903.

Si è potuto dimostrare - qualunque cosa si pensi del loro contenuto e della loro stessa origine - che si tratta, dal punto di vista materiale, di un falso costruito copiando quasi letteralmente un pamphlet antibonapartista dell’avvocato francese Maurice Joly - morto suicida nel 1878 -  pubblicato a Bruxelles nel 1864 , e attribuendo semplicemente agli ebrei quanto in esso veniva riferito ai bonapartisti.” (http:www.agonet.it/cristianità/idis_dpf/voci/c_teorie_complotto.htm Le teorie del complotto di Massimo Introvigne , pp..2-3 )

“Anche se le opere di chi crede al macrocomplotto qualche volta offrono informazioni utili su eventi specifici, in ultima analisi la loro tesi di fondo deve essere considerata inattendibile e tipicamente ideologica  perché semplifica la complessità della storia.

Le teorie complottiste sono anche pericolose. Possono designare e offrire alla persecuzione capri espiatori, considerati responsabili di tutti i mali del mondo: le teorie correnti sul presunto 'complotto delle sette’ vanno precisamente in questo senso.” (http:www.agonet.it/cristianità/idis_dpf/voci/c_teorie_complotto.htm Le teorie del complotto di Massimo Introvigne, p.4 )

In questo periodo si cominciano a preparare i primi pellegrinaggi in Terra Santa. Sono pellegrinaggi collettivi che portano migliaia di individui lontano da casa. E’ un primo segno di dinamismo che aprirà la via alle Crociate.

Ma passato l’Anno Mille indenne, il mondo si risvegliò, si apre una nuova primavera, c’è in giro quel senso di sollievo che si respira dopo che la bufera si è allontanata. Si torna a respirare e a sperare. L’uomo torna a credere al futuro. La stessa chiesa si riforma.

La riforma parte da Cluny contro la corruzione e la simonia. Si fondano nuovi monasteri soprattutto grazie all’apporto delle elemosine e dei doni dei potenti, ma anche grazie alle reliquie che attirano in quei luoghi masse considerevoli di fedeli.

Rodolfo il Glabro parla di un “bianco mantello” che ricopre l’Europa. Gli stessi monaci si dedicano all’agricoltura, disboscando e coltivando nuove terre: è una vera e propria colonizzazione monastica. Adesso sono proprio i monaci a coltivare la terra, mentre prima demandavano questo compito ai coloni contadini. L’allentamento della pressione delle invasioni, il sorgere di case ai bordi dei monasteri, ma anche l’incremento demografico e la disgregazione feudale, diaspora signorile, insieme a molte innovazioni tecniche nel settore dell’agricoltura, aratro pesante, attaccatura,rotazione triennale, ascia da lavoro,ecc…, consentono un notevole miglioramento materiale.anche se, secondo Duby, non viene avvertito dai contemporanei, immersi come sono nello spirituale.

La maggior produzione permetterà anche l’interscambio con le città, dove, anche se in misura minima, erano sempre stati presenti degli artigiani. Quindi ci sarà la rinascita della città. Si inviano missionari in giro per l’Europa a convertire i pagani.

Si avverte l’esigenza di dilatare i confini della fede cristiana, i cavalieri non devono uccidere più cristiani, ma devono impegnarsi nella guerra santa contro gli infedeli: nasce lo spirito delle crociate. L’uomo cerca di guardare a Dio non più con timore come a un Padre terribile e vendicativo, ma come a un Figlio, a Gesù vivo, fatto carne.

“Non più una fede rituale e liturgica come quella di Carlo Magno”, ma una fede attiva che si incarna nello spirito delle Crociate.

“Nei riti della Chiesa il posto della consacrazione eucaristica tende in quersta epoca stessa ad allargarsi. Cosa che non mancò di sollevare problemi: fu proprio infatti a proposito del significato eucaristico di questi riti che si svilupparono a un tempo le più acute delle inquietudini eretiche, i primi sforzi di riflessione dialettica e presto attorno a Berengario di Tours le prime controversie di teologia”.

 

L’Anno Mille (1)

L'Anno Mille (2)

L'Anno Mille (3)

 

Convegni

Eleonora Pimentel Fonseca a Napoli

La Salerno Editrice è lieta di invitarvi alla prima presentazione del volume Eleonora Pimentel Fonseca. L'eroina della Repubblica Napoletana del 1799, di Antonella Orefice, pubblicato nella collana "Profili".

L'evento si terrà a Napoli all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano sito in Via Monte di Dio, 14, il giorno

16 Ottobre 2019 alle ore 17:30

Interverranno con l'autrice il presidente dell'I.I.S.F. Massimiliano Marotta, il prof. Luigi Mascilli Migliorini dell'Università di Napoli "l'Orientale", la prof.ssa Renata De Lorenzo dell' Università "Federico II" e il prof. Davide Grossi, ricercatore dell'Istituto Italiano Studi Storici.

 

 

 

 

 

 

 

Eleonora Pimentel Fonseca, la nuova biografia di Antonella Orefice

A dieci anni dalla pubblicazione de “La Penna e la Spada” la cui monografia “Eleonora de Fonseca Pimentel. Il mistero della tomba scomparsa” ha avuto nel tempo ben cinque diverse edizioni, la Casa Editrice Salerno pubblica una nuova biografia sulla protagonista femminile della Repubblica Napoletana del 1799 nel 220 anniversario della sua morte.

L’opera “Eleonora Pimentel Fonseca” è stata curata da Antonella Orefice che da anni si occupa e pubblica lavori di ricerca relativi a quel periodo.

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