Nucleare in Italia? Un'esperienza fallimentare

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E’ passato un anno dal secondo referendum. Gli italiani hanno bocciato l’ipotesi del ritorno del nucleare nel Paese. 

“Un anno fa – scrivono in una nota congiunta l’ISDELegambiente, ilWwfItalia Nostra - si registrò il fermo pronunciamento del popolo italiano contro la ripresa di programmi di produzione di energia elettronucleare nel nostro Paese.

Quel grande successo avvenne a pochi mesi di distanza dal disastro nucleare di Fukushima, in Giappone (11 marzo 2011). Il disastro nucleare in Giappone ha cambiato il panorama e le prospettive internazionali. L’industria nucleare mondiale è in crisi: questa fonte energetica era già fuori mercato e si sorreggeva sui sussidi pubblici, ma l’adeguamento delle norme e dei sistemi di sicurezza la rende definitivamente antieconomica come dimostrano le recenti e ripetute cancellazioni di ordini in diversi Paesi”.

Ma in Italia, nonostante la volontà popolare, molti continuano a parlare di energia nucleare. Anche nel Governo tecnico di Monti si sono registrate affermazioni pro nucleare. E’ il Ministro dell’Ambiente Clini, l’8 giugno scorso, ad affermare: “Noi dobbiamo lavorare sulla ricerca per un nuovo nucleare. E questa è una linea assolutamente coerente con gli impegni presi per la sostenibilità. Del resto basta leggersi i documenti internazionali: questo è il contesto e non quello della polemica spicciola anche locale, che serve solo a deviare la discussione dai temi più seri di fronte ai quali ci troviamo oggi”. Una posizione che sposa alla perfezione quella dell’oncologo Veronesi: “senza nucleare l’Italia è un Paese morto”.

Abbiamo contattato l’ingegnere nucleare Massimo Zucchetti, docente al Politecnico di Torino (che nei mesi scorsi è intervenuto anche sulla Torino-Lione:

“la montagna sotto cui si scaverebbe il tunnel è radioattiva”) e siamo partiti proprio dal referendum: “tecnicamente ci sarebbe ancora spazio per un ritorno al nucleare, tuttavia la volontà dei cittadini è stata molto netta. La volontà dell’opinione pubblica è nettamente contraria ad un ritorno al nucleare. Sono rimasto un pò perplesso dalle uscite del Governo attuale. Mi sono sembrate imprudenti”.

 

Perché?

C’è ancora parecchio da fare per gestire l’eredità del nucleare passato. Abbiamo quattro centrali nucleari solo parzialmente smantellate e c’è ancora da lavorarci sopra persmantellarle, per chiuderle. Soprattutto per la popolazione che ci vive intorno. C’è da lavorare per moltissimi anni. Abbiamo bisogno di un sito, di un deposito sia per le scorie ad elevata attività, quando rientreranno dall’estero, sia per le scorie a bassa e media attività. La situazione è spiacevole, perché abbiamo l’Italia punteggiata da alcune decine di posti dove questi materiali sono messi. Cominciamo a chiudere questa fallimentare esperienza.

Come interpreta queste ‘uscite’ da parte dell’attuale Governo?

Credo, così come anche sull’alta velocità, sulle grandi opere e su molte altre cose, che questo Governo abbia e ha inteso lo sviluppo con questo tipo di imprese. Ed è un’idea antica.

E sulle affermazioni di Veronesi cosa aggiunge?

Ho molto rispetto per il professor Veronesi. Lo considero un ottimo oncologo del seno. Io sono un professore ordinario di impianti nucleari, lei si farebbe operare da me per un tumore al seno?

No.

Ecco, ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere. Sono un po’ duro, però mi stupisco molto che il professor Veronesi, per essere stato investito da questa carica che avrebbe dovuto, dopo il referendum, lasciare per coerenza, continui a fare queste dichiarazioni. L’Italia non è assolutamente morta senza nucleare. Anche perché il contributo che il nucleare potrebbe dare, anche nel caso in cui si cambiasse tutti opinione, è veramente marginale. Noi dobbiamoconcentraci molto e investire su qualcosa di marginale che però ha delle buone prospettive. Dobbiamo investire sulle rinnovabili, che sono in forte crescita. Quella è la novità, quello è il punto in cui si può fare eccellenza reale. E anche quello che ci chiede l’Unione Europea, con la direttiva 20/20/20 che noi non stiamo per nulla ottemperando. Come speriamo fra pochi anni di allinearci? Non certo con il nucleare.

Perché lei è contro il nucleare?

Ecco (ride, ndr)… non sono contro il nucleare. Sono convinto che l’Italia in questo momento non abbia bisogno di impianti nucleari. Sono contro la costruzione di impianti nucleari in Italia. Sono molto favorevole alla ricerca.

Come l’astrofisica Margherita Hack, che ha affermato: “Il no al nucleare non può essere però un no alla ricerca”.

Condivido a pieno l’opinione di Margherita Hack, che ha fatto un percorso ed è arrivata a indicare di votare a favore dei quattro ‘si’ proprio perché sostiene che l’Italia non ha nessun vantaggio a imbarcarsi in questa esperienza. E’ molto meglio investire sulle rinnovabili e sul risparmio energetico. Con poche cose potremmo ottenere quello che voleva ottenere il Governo passato costruendo gli impianti nucleari. Veramente con poco.

In Italia, in futuro, ci sarà spazio per il nucleare?

Occorre riparlarne una volta che i reattori di quarta generazione siano provati. Almeno tra una quindicina d’anni.


[Fonte "L'Indro" 16 giugno 2012]

 

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