La stagione dello Stabile ed i 40 anni della NCCP al Trianon

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Oltre trenta appuntamenti nei tre cartelloni dei teatri Mercadante, Ridotto e San Ferdinando di Napoli. Con la partecipazione dell’assessore alla cultura del Comune di Napoli, Antonella Di Nocera, è stata presentata la stagione teatrale 2012/2013 del Teatro Stabile di Napoli diretto da Luca De Fusco, il cui slogan è "L'unico che accende la tua passione".

Si parte a ottobre e si prosegue tra produzioni, coproduzioni e ospitalità, con oltre trenta titoli, fino ad aprile: si aprirà la stagione con la commedia di Eduardo “La grande magia”, nella messa in scena di Luca De Filippo, in un Teatro San Ferdinando che vedrà poi altri sette spettacoli di Eduardo in lingua napoletana, ma anche Manlio Santanelli ed Annibale Ruccello; mentre al Mercadante troveremo classici come Antigone, Otello e Romeo e Giulietta, oltre a Moliere, Scaparro, Arthur Miller e Peter Brook, ed interpreti come Franca Valeri e Mariano Rigillo. Seguendo il link in sovraimpressione, si troveranno tutti i dettagli dei cartelloni.

Ed infine, le novità riguardano anche un nuovo sistema di climatizzazione del Mercadante e l'apertura di un caffé letterario.
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Si è chiusa la rassegna del «Maggio al Trianon», che ha messo in luce la vitalità della musica napoletana tra la ricchezza della tradizione e la vivacità dei linguaggi contemporanei. E l'ultima serata ha visto il ritorno in un teatro napoletano, della Nuova compagnia di canto popolare, il gruppo storico che, con la guida di Roberto De Simone, e grazie ad un lavoro di ricerca che dura ormai da oltre 40 anni, ha fatto riscoprire il repertorio colto e popolare della villanella, e della tradizione musicale orale campana.
Nelle formazioni della Compagnia, nel corso degli anni, si sono avvicendati alcuni dei migliori musicisti campani, ed attualmente è composta da Fausta Vetere, Corrado Sfogli, Gianni Lamagna, Carmine Bruno, Marino Sorrentino, Michele Signore, Anastasia Cecere, Pasquale Ziccardi e Marco Sfogli. Il concerto ha rievocato sia il repertorio classico del gruppo – fatto di antiche villanelle, fronne, tammurriate, pizziche e tarantelle – sia brani più recenti; con un titolo, «Li sarracini adorano lu sole», che è un richiamo ai tempi in cui gli abitanti delle città di mare, all'apparire dei vascelli turchi e mori, e al suono della campana d’allarme, erano costretti a fuggire sulle montagne dell’interno.

 

 

 

 

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