Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Costantino Mortati, Italo Albanese, un padre della Costituzione

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Costantino Mortati
Non vi è comunità Italo Albanese della Calabria che non annoveri fra i suoi figli letterati, uomini insigni ed eroi. Non meno italiani degli altri sono gli arbereshe di Calabria, loro hanno una marcia in più, una corda in più al loro arco: la memoria e la storia della terra d'origine, dalla quale, esulanti, per difendere la propria libertà, come aquile in volo raggiunsero i lidi della Magna Grecia, ove, degnamente, costruirono il loro nuovo nido e se, anche in novella patria, combatterono per i loro ideali aborrendo ogni forma di sopruso e di regime assolutistico; un popolo che come l'Aquila che lo rappresenta, ha simboleggiato nei secoli l'amore e l'orgoglio della libertà.

E' risaputo che l'Arberia calabrese ha dato il meglio di sè durante i grandi rivolgimenti risorgimentali, ma non solo, questa fulgida ed onorata terra di ingegni, ha l'altissimo onore di aver dato i natali al più insigne fra i padri della Costituzione Italiana: Costantino Mortati. Nacque arbereshe, originario di Civita, nel 1891 e l'appartenere a due culture diverse, contribuì sicuramente alla ricchezza della sua cultura e delle sue idee.
Conseguita la maturità classica nel Collegio Italo Greco Albanese di San Adriano, ottenne in Roma, alunno di Sergio Panunzio, la laurea in giurisprudenza. Negli anni successivi si laureò anche in Filosofia e Scienze Politiche. Annoverato fra i più importanti giuristi del XX secolo ottenne la cattedra diritto costituzionale all'Università di Messina; fu ordinario di diritto pubblico presso l'università di Macerata dove ricoprì anche la carica rettore.

Per la stima che egli godeva, fu preposto, inoltre, all'insegnamento di Filosofia del Diritto presso il Regio Istituto Navale di Napoli. Nel 1946 fu eletto, per la Democrazia Cristiana, deputato all'Assemblea Costituente dove fu un dei protagonisti fra i 75 componenti. Scrisse di lui Domenico Novacco: "A questo personaggio così schivo e riservato si devono molti caratteri nella Costituzione attribuiti agli istituti parlamentari". Filosofo del diritto fu egli il teorico della Costituzione Materiale, aspetto con il quale viene messo in risalto l'importanza di quell'insieme di regole e consuetudini non inserite nella Magna Charta, ma che facenti parte integrante di essa, non modificabili.
Costantino Mortati viene tutt'ora definito come il "Costituzionalista delle donne". Agli inizi degli anni '60, nonostante l'avanzare del miracolo economico italiano, le donne non godevano di spazi riguardevoli nella Pubblica Amministrazione e pochissime erano le possibiltà a loro concesse di ricoprire importanti cariche pubbliche. A tale anacronistico status quo, il Nostro, spronando la giovane salernitana Rosa Oliva, laureata in Scienze Politiche, denunciò il caso alla Corte Costituzionale, la quale il 13 maggio del 1960 dichiarò illegittimi una legge del 1919 e un decreto regio del 1920 che non poco hanno osteggiato la emancipazione della donna nei contesti sociali ed economici.
Dal 1948 al 1960 fu ordinario di Diritto Costituzionale presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università la Sapienza di Roma ricoprendo nel contempo la carica di Segretario della Corte dei Conti. Nello stesso anno fu nominato giudice della Corte Costituzionale, raggiungendo, per giusto merito, due anni dopo la carica di Vice Presidente. Colpito da grave paralisi nel 1977, qualche anno più tardi, ossequiente alla avita religione dei padri, Arbereshe, rese l'anima a Dio.
 

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