Napoli Italiana
Esso aveva questa dedica:
Alla mia Napoli che non ha chiesto né vagheggiato autonomie e separatismi religiosamente fedele a quella idea dell’Unità Nazionale che i suoi Uomini del 1799 propugnarono tra i primi dedico il “Diario” di un periodo nel quale separati di fatto all’Italia di continuo pensammo anelando di tornare tuttuno con Lei.
I tifosi napoletani, indegni di chiamarsi in senso nobile ‘napoletani’, che, da qualunquisti incolti, hanno fischiato in occasione della finale di Coppa Italia a Roma l’inno nazionale, e che giustamente il sindaco di Napoli De Magistris ha definito ‘imbecilli’, sono, con tutti i biechi e neri nel cuore filoborbonici e assassini filobriganteschi, traditori della vera e nobile storia di Napoli italiana ed europea. Essi hanno offeso e offuscato la stessa giusta e meritata vittoria della cara squadra di calcio cittadina, che ha vinto la ‘Coppa’ denominata proprio ‘Italia’.
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Lo scritto di Benedetto Croce Quando l’Italia era divisa in due, apparso nel 1948, è l’estratto del suo diario dal luglio 1943 al giugno 1944, colmo del suo amore per la libertà, per l’Italia, per Napoli.