Scandalo della sanità a Napoli, azione benemerita della magistratura

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Nel clima benvenuto finalmente di maggiori controlli e di doveroso rigore verso truffe a danno dello Stato, del pubblico denaro, del denaro degli onesti, va richiamata la benemerita operazione della Magistratura napoletana, dei Carabinieri del Nas, del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, compiuta ieri, che ha visto coinvolte personalità di rilevo della sanità di Napoli.

Arrestato il primario di ortopedia dell’ospedale «Cardarelli», Paolo Iannelli, condotto in carcere. Agli arresti domiciliari il fratello del primario e l'amministratore della casa di cura «Villa del Sole». Secondo l'accusa gli indagati dirottavano verso la clinica privata pazienti dell'ospedale «Cardarelli» che attendevano di essere operati.

Le indagini sono state coordinate dai pm Francesco Curcio ed Henry John Woodcock.

 

L’elenco degli imputati è il seguente: in carcere, come si è detto, è finito Paolo Iannelli, primario di ortopedia all'ospedale Cardarelli; arresti domiciliari per Gabriele Iannelli e Marco Von Arx, rispettivamente, dirigente medico del Policlinico di Napoli nonchè socio della casa di cura Villa del Sole e presidente del consiglio di amministrazione della stessa clinica. Il divieto di dimora nel Comune di Napoli è stato applicato nei confronti di Umberto Bocchetti, Mario Chiantera, ortopedico del Cardarelli, e Giuseppe Trotta, anch'egli dirigente medico della Divisione di ortopedia dello stesso ospedale.

L'obbligo di presentazione è stato disposto per Gennaro Devoto, ortopedico dell'ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, Vincenzo D'Aniello, anch'egli ortopedico a Pozzuoli, Carlo Carli, ex dirigente medico dell'Asl Napoli 2 presso il distretto di Bacoli attualmente in pensione; Ettore Dell'Anna, otorinolaringoiatra dell'ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania, Clara Belluomo Anello, dirigente del reparto di terapia intensiva del Primo Policlinico di Napoli, Michele Chiariello, medico anestesista presso Villa del Sole e Luigi Angrisani, direttore dell'Unità operativa di chirurgia dell'ospedale San Giovanni Bosco.

C'è anche un dirigente della Asl 8 di Arezzo tra i medici indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla sanità a Napoli.

L'uomo, chirurgo ortopedico di 36 anni, è stato denunciato per peculato in concorso. Questa mattina i Nas di Firenze hanno perquisito la sua abitazione ad Arezzo.

Secondo l'accusa, quando lavorava al Cardarelli, dove è rimasto fino al 2010 per poi trasferirsi ad Arezzo, avrebbe sottratto i ferri chirurgici in dotazione alla struttura pubblica e li avrebbe utilizzati per eseguire operazioni presso la casa di cura campana «Villa del Sole».

I carabinieri hanno accertato che i pazienti per essere operati nella struttura privata pagavano anche diverse migliaia di euro a fronte di interventi che potevano essere eseguiti a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Altre truffe erano così attuate: venivano presentate alla Asl Napoli 2 false dichiarazioni sulle prestazioni rese in intramoenia, nelle quali si autocertificava il numero degli interventi compiuti, includendone alcuni svolti da altri medici.

In alcuni casi i medici che si erano attribuiti gli interventi erano addirittura in ferie o in servizio presso altre strutture. In tal modo percepivano dalla Asl compensi non dovuti.

Gli inquirenti hanno accertato inoltre che nella casa di cura Villa del Sole venivano eseguiti interventi di chirurgia estetica, non rimborsabili dal servizio sanitario nazionale, che erano invece fatti passare per interventi rientranti nei cosiddetti livelli essenziali di assistenza (LEA).

Nel capo di imputazione risulta che sono 83 gli interventi estetici rimborsati indebitamente.   Uno dei tanti casi raccolti dai benemeriti magistrati e forze dell’ordine: ricoverata per una frattura scomposta del femore, era stata abbandonata su un letto senza prospettiva di essere operata, non le era stata praticata alcuna assistenza e non le era neppure stata messa in trazione la gamba.

È il racconto di Antonietta S., 78 anni, una delle pazienti le cui dichiarazioni sono confluite nell'inchiesta sulla Sanità in Campania che ha portato al blitz di Nas e Guardia di Finanza. La donna ha riferito in particolare che quando vide per la prima volta il prof. Paolo Iannelli, il primario di ortopedia all'ospedale Cardarelli, questi le disse che «non poteva fare nulla» e che poteva operarla in ospedale solo dopo 10 o 15 giorni, dal momento che c'era una lunga lista d'attesa e mancavano infermieri e anestesisti.

Viceversa presso la clinica Villa del Sole - le avrebbe detto il primario - avrebbe potuto operarla anche il giorno dopo per 4000 euro. La anziana donna ha spiegato agli inquirenti che non avendo la disponibilità dell' intera somma si era fatta prestare duemila euro dal fratello.

Una volta trasferita a Villa del Sole - di cui è proprietario lo stesso Iannelli - Antonietta S. venne operata subito, pagò con assegni in bianco e non ricevette alcuna fattura.   Paolo Iannelli, prima di sinistra e bassoliniano di ferro, poi passato nel 2010 con il centro-destra di Caldoro, è figlio di Eugenio Iannelli, una delle figure più note e stimate dell'ortopedia napoletana degli anni ‘60, ‘70 e ‘80, specialista di fiducia del Napoli Calcio, iscritto al PCI dal 1947, consigliere comunale PCI a Napoli e due volte parlamentare PDS- DS, morto nel 2005.

"Si spera vivamente la vicenda di ‘Villa del Sole’ di Napoli serva a scoperchiare tante altre truffe che avvengono in tanti ospedali pubblici e in tantissime cliniche private laiche e religiose (quasi tutte cattoliche) della Campania e di altre Regioni d’Italia, in modo che finisca finalmente  il saccheggio del pubblico denaro, del denaro degli onesti, nella sanità, che è stata e resta una delle cause e delle voci maggiori del deficit annuale dello Stato e del deficit strutturale di 1900 miliardi.

Chi vuole lavorare nelle strutture pubbliche deve lavorare solo nelle strutture pubbliche e fare il proprio dovere fino in fondo, pagato giustamente e controllato rigorosamente, per evitare liste di attese e lungaggini e sotterfugi con il lavoro nero.

Chi sceglie di lavorare liberamente nelle strutture private lo faccia e si arricchisca con i pazienti che scelgono liberamente di andare lì, più che nel pubblico, ma paghi tutte le tasse fino all’ultimo centesimo di euro e senza ricevere nemmeno un euro dallo Stato, “senza oneri per lo Stato”, così come prevede chiaramente l’art. 33 (secondo comma) della Costituzione per le scuole private, oggi con volpina astuzia vaticana stravolto, annullato con l’anticostituzionale sistema delle scuole ‘paritarie’, imposto ai pecorili politici e sindacalisti di cosiddetta destra, di cosiddetto centro, di cosiddetta sinistra, divieto costituzionale che deve valere anche per la sanità privata, oltre che ripristinato per le scuole private."

 

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