"La Giovinezza" di Khalil Gibran
E' la condizione dei giovani di ogni epoca, ma è lo stato d'animo dell'uomo dei nostri giorni che fa fatica ad acquisire la consapevolezza di sé, del qui ed ora. Certo siamo particelle in continuo divenire in questo mondo globalizzato, devastato, dimenticato. E' il "mondo desolato" che si legge nelle poesie di T.S. Eliot, autore di "The Waste Land", appunto, Premio Nobel per la Letteratura nel 1948. Nei suoi poemetti si respira l'aria fosca dell'apocalisse dovuta alla crisi del mondo occidentale, ambientazione in cui l'artista si sente oppresso dalla solitudine e dallo "smarrimento". Gli spettri della Terra Desolata e sterile che vivono nei versi dello scrittore americano, volteggiano ancor di più nelle nostre terre moritificate dai rifiuti tossici, dall'inquinamento atmosferico, dai disastri climatici... in cui l'uomo è ridotto sempre più a un soggetto privato della natura fino a "dimagrirlo" nel suo Essere. Da dove ripartire per trovare la strada della "conoscenza"? Dalla "perplessità" ci detta Khalil Gibran. E' quello il primo passo. Ma poi abbiamo bisogno di certezze! Forse queste ultime sono difficili da trovare nel nostro mondo desolato... le vie della conoscenza appaiono infinite... ma io suggerisco di ricominciare dalla Poesia per (ri)trovare la Bellezza e dare forza al Bene affinchè possa vincere sull'eterna lotta contro il Male.
Probabilmente, però, la "gnosi" non può avere inizio se non si trova la forza e il coraggio di demolire tutto ciò che è sclerotizzato e tutto ciò che ci viene imposto dall'alto e dal Male. Osservo la Poesia come un albero della Conoscenza, il mezzo per trovare se stessi e i piani dell'anima (conoscenza e coscienza) per scrollarsi di dosso ogni bruttezza. "La Giovinezza" di Khalil Gibran |
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