Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

Cosa resta dell’attentato alle Twin Towers?

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A prima vista il tiolo di questo articolo sembra porre soltanto una domanda retorica. Pochi sino a poco tempo fa dubitavano che quello dell’11 settembre 2001 altro non fosse che il tipico episodio di quello scontro di civiltà evocato nel suo celebre saggio dal politologo di Harvard Samuel P. Huntington ne “Lo scontro di civiltà il nuovo ordine mondiale”.

Eppure anche Huntington aveva grandi dubbi. A suo avviso gli accademici non si erano resi conto che con lo schianto delle torri terminava un’epoca, quella dell’isolamento dell’America nel suo periodo di maggiore potere.

Non a caso la recente elezione di Zhoran Mamdami a sindaco di New York ha riportato tutti con i piedi per terra. Mamdami è infatti musulmano e dichiaratamente filo-palestinese, come d’altro canto una parte consistente della grande comunità ebraica americana.

Non ci si può dunque rinchiudere nei confini della propria comunità etnica e religiosa, essi verranno abbattuti come sempre è accaduto nel corso della storia umana.

Che fare dunque in un periodo come questo in cui gli esseri umani sembrano essere impazziti e non perdono occasione per colpirsi l’un l’altro?

Una via d’uscita è quella indicata da Papa Leone XIV quando continua a invocare la pace e ad ammonire che la guerra porta a niente?

Il problema è che la pace bisogna essere almeno in due a volerla, e attualmente gli aspiranti sono molti meno.

 

Nel frattempo aumenta a dismisura il numero degli Stati che proprio nelle guerra cercano la soluzione di ogni problema, senza capire che l’utilizzo delle armi atomiche, che prima veniva escluso da tutti, renderebbe il nostro Pianeta qualcosa di molto simile alla Terra Desolata di Thomas Eliott.

Una nube di tenebra sembra essere calata sugli occhi degli esseri umani, e questo, purtroppo induce a essere pessimisti sul nostro futuro.

 

Michele Marsonet

 

 

 

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