Eleonora de Fonseca Pimentel, ricordandoti

J.D. Vance vuole insegnare al Papa la teologia

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Nel clima un po’ folle che caratterizza l’amministrazione Trump credevamo ormai di aver toccato il fondo. E invece non è così, ci ha pensato il Vice-presidente Usa a fornire un ulteriore contributo, peraltro assai significativo. E’ noto che il 41enne Vance si è convertito al cattolicesimo quando aveva 35 anni, quindi in tempi piuttosto recenti.

Non sembra, tuttavia, che abbia ben compreso cos’è la Chiesa cattolica né pare aver recepito lo spirito del cattolicesimo, che è molto distante da quello delle innumerevoli sette protestanti che prosperano negli Usa.

Vance ha dunque detto pubblicamente che Papa Leone XIV “deve stare molto attento quando parla di teologia”, lasciando intendere che considera se stesso e il suo capo Donald Trump più competenti in materia del capo della Chiesa di Roma.

Quest’ultima, tuttavia, ha alle spalle oltre duemila anni di storia e non ha un ordinamento democratico. Le critiche al Papa da parte dei fedeli sono consentite sino a un certo punto poiché, dopo essere stato eletto, il successore di Pietro acquista uno status speciale e rappresenta la continuità del messaggio cristiano.

Ciò che sfugge a Vance, Trump e ad altri membri dell’attuale amministrazione Usa è che il fatto di avere cariche pubbliche e istituzionali importanti non dà loro alcun diritto di attaccare, e pure in modo aspro, il pontefice. E neppure il fatto che il Papa sia americano li autorizza ad adottare tale comportamento.

 

Ciò vale ancor più per Vance che, come prima si accennava, si è convertito al cattolicesimo pochi anni orsono. Il Vice-presidente, in questo senso, è solo un fedele tra gli altri fedeli, e deve attenersi alle regole di comportamento che la Chiesa di Roma ha fissato da tempo immemorabile.

E’ in grado di capirlo? Vi sono buoni motivi per dubitarne, e il suo invito perentorio a Papa Leone ad evitare argomenti teologici lo dimostra a sufficienza. Nel frattempo il mondo cattolico Usa, che nelle ultime elezioni aveva appoggiato Trump, sembra assai irritato per le esternazioni di Vance, e questo potrebbe nuocergli in vista della sua eventuale nomination per il Partito repubblicano nel 2028.

Anche perché, nello stesso partito, è cattolico pure il segretario di Stato Marco Rubio, di origine cubana, che si è ben guardato dall’attaccare Papa Leone.

In ogni caso lo spettacolo fornito dall’amministrazione Trump è una via di mezzo tra il tragico e il ridicolo. Con l’unico caveat che l’enorme potenza militare degli Stati Uniti è ora in mano a persone sulla cui sanità mentale è lecito esprimere dubbi.

 

Michele Marsonet

 

 

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