Addio a Jürgen Habermas
Nella sua riflessione hanno sempre svolto un ruolo chiave l’epistemologia delle scienze sociali, vista con le lenti della “svolta linguistica” che ha dominato buona parte del pensiero contemporaneo, i meccanismi di formazione del consenso e la crisi del capitalismo maturo. Sempre critico del metodo del conoscere oggettivante, Habermas ha cercato di fondare una nuova “ragione comunicativa” per liberare l’umanità dal “principio di autorità”. Il paradigma conoscitivo intersoggettivo diventa nel suo pensiero il fondamento di una nuova “ragione comunicativa” in grado di superare il paradigma della soggettività, da lui considerato astratto. Notevoli quindi le assonanze con Donald Davidson. Dal 1964 al 1971 Habermas è stato professore di filosofia e sociologia a Francoforte, e nel 1971 si trasferì a Stamberg per guidare il “Max-Planck-Institut per la ricerca delle condizioni vitali del mondo tecnico scientifico”. Al 1981 risale la sua opera più importante, “Teoria dell’agire comunicativo”. Ovviamente, vista l’età, Habermas apparteneva alla seconda generazione della Scuola di Francoforte. Non ha mai nutrito eccessive simpatie per il marxismo sia pur critico degli altri francofortesi, e si preoccupò sempre di elaborare un concetto di comunicazione libera dai rapporti di potere. Habermas è inoltre noto per aver costruito con Karl-Otto Apel la “etica del discorso” in cui, basandosi sulla struttura etica di una situazione dialogica “ideale”, cerca di definire le condizioni preliminari di un discorso libero da condizionamenti. Ha quindi proposto una teoria molto influente secondo la quale il consenso gioca un ruolo chiave nelle azioni umane. Il compito primario della filosofia è quindi quello di eliminare il disaccordo. Secondo Habermas la comunicazione umana si basa su un impegno implicito nei confronti di una situazione comunicativa ideale.
Ne consegue che, a opinione del filosofo tedesco, la ricerca del consenso è un elemento costitutivo della razionalità umana. Sul piano politico Habermas era un europeista convinto, contrario a ogni forma di sovranismo. Per questo vedeva con estrema preoccupazione gli ultimi sviluppi della vita politica nella Germania Federale.
Michele Marsonet
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Jürgen Habermas, una delle figure più rilevanti della filosofia contemporanea, è mancato ieri all’età di 96 anni (era infatti nato nel 1929). Considerato l’ultimo esponente della celebre Scuola di Francoforte, nella quale hanno lavorato tra gli altri Max Horkheimer, Theodor W. Adorno e Herbert Marcuse.