L’Ospedale della Pace. La cura a servizio della città
Si sviluppa intorno ad un palazzo quattrocentesco, residenza di ser Gianni Caracciolo, Gran Siniscalco del Regno e conserva ancora il portale strombato con colonnine ed archi marmorei a tutto sesto, sormontato da un bassorilievo di una Madonna con Bambino. Nel 1587 lo stabile fu acquistato dai frati dell’Ordine di S. Giovanni di Dio, detti Fatebenefratelli, e trasformato in ospedale; la chiesa, invece, avviata nel 1628 e terminata nel 1638 su progetto di Piero De Marino, fu intitolata a Santa Maria della Pace per celebrare la pace siglata nel 1544 tra Francesco I di Francia e Carlo V d’Asburgo, sostenitore del riconoscimento dell’Ordine religioso presso Papa Pio V. La scena che riprende questo avvenimento è raffigurata nella pala dell’altare maggiore, di autore ignoto. Negli anni 1716-1722 Domenico Antonio Vaccaro disegnò per la chiesa alcuni altari marmorei, tra cui quelli del transetto e gli angeli reggi stemma, in stucco, che decorano i pennacchi della volta. Dopo il terremoto del 1732 si resero necessari lavori di restauro dell’intero complesso, realizzati dall’ingegnere Niccolò Tagliacozzi Canale.
La struttura si ingrandì inglobando altri edifici limitrofi; venne realizzato un secondo chiostro e venne ampliata, nell’ala orientale dell’edificio, anche l’imponente Sala del Lazzaretto concepita ad aula unica, secondo il modello dello spedale medievale, con la presenza dell’altare marmoreo, fulcro prospettico della gran Sala, realizzato nel 1722 da Angelo Sommillo, su disegno di Domenico Antonio Vaccaro. Dietro l’altare si trova l’ambiente per la cura dei febbricitanti o malati acuti, poi divenuto gabinetto medico, con un grande tavolo lapideo retto da supporti leonini. L’alta volta a botte è affrescata con 15 medaglioni di Domenico Viola e Giacinto Diano. I due ballatoi lignei, retti da mensole e volute di ferro battuto furono realizzati per i medici che osservavano i degenti dall’alto, evitando il contatto ravvicinato che li avrebbe esposti al pericolo di contagio. Lavori di ammodernamento furono realizzati nel corso dell’Ottocento, sotto la gestione dei frati Fatebenefratelli che governarono il complesso fino al 1866; nello stesso periodo, iniziarono nelle sale e nelle corsie i primi corsi universitari di Chimica, Fisica e Medicina, divenendo così l’ospedale di Santa Maria della Pace luogo di assistenza e allo stesso tempo di formazione medica. Nel secondo dopoguerra si resero necessari vari interventi di riparazione e consolidamento e nel 1966 fu chiusa la Farmacia della Pace che aveva ingresso su via Tribunali. Di essa restano i portali ad archi ribassati, l’iscrizione marmorea e i simbolici alambicchi. Nel 1974 l’attività ospedaliera è stata dismessa e il complesso è diventata sede di Uffici Giudiziari e Comunali.
Carmela Caccioppoli
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L’antico complesso ospedaliero di Santa Maria della Pace sorge nell’area chiamata, fino all’Alto Medioevo, Regio Thermensis, per la presenza di un complesso termale di età romana. 