Polemiche inutili sul presidenzialismo
Mi chiedo, in altri termini, come faccia a essere ancora così attivo. Io, che di anni ne ho molti meno, mi ritrovo stanco assai spesso e talora addirittura stanchissimo, pur facendo un lavoro neppure lontanamente comparabile per complessità (e conseguente stress) a quello del presidente. Forse non è un caso che Matteo Renzi, dopo aver costruito – almeno inizialmente – la sua fortuna politica sulla tesi che gli anziani vanno rottamati, negli ultimi tempi si sia quasi scordato del concetto. Il motivo c’è. Se va avanti così, vedremo Mattarella rottamare il 50enne ex sindaco di Firenze. Tra i due ballano ben 35 anni di differenza. L’attuale presidente proviene, come tutti sanno, dalla sinistra Dc, ed era particolarmente vicino al compianto Aldo Moro. Qui non interessa esprimere giudizi circa la bontà dei suoi interventi, e questo vale anche per le tante altre discese in campo presidenziali. Mi chiedo piuttosto fino a quando si potrà andare avanti con tale andazzo. È noto a tutti che, in Italia, la presidenza della Repubblica ha acquistato un peso sempre maggiore, ben al di là di quello che la costituzione le attribuisce. E non è stato certo Giorgio Napolitano ad aver inaugurato tale corso poiché si ricordano altri presidenti molto attivi.
Si ha l’impressione che, all’estero, Sergio Mattarella venga percepito come colui che governa sul serio, come la figura in grado di porre veti e di indirizzare la vita politica sui binari che desidera. Non a caso con Giorgia Meloni qualche frizione c’è già stata, anche se poi subito rientrata. Bisogna allora notare che le polemiche spesso feroci sul presidenzialismo, vale a dire sull’opportunità di conferire poteri forti a chi governa (indipendentemente dal nome che gli si vuole attribuire: presidente o primo ministro) appaiono sempre più pretestuose. Dove sta il problema, visto che già stiamo vivendo in un sistema presidenziale “de facto”? Il potere che Mattarella ha esercitato in questi anni è grande. C’è pure il sospetto che abbia agito in sintonia con Bruxelles al fine di togliere dalla scena figure sgradite ad alcuni leader europei. Certo, si può replicare che siamo in questa situazione grazie alla debolezza della nostra classe politica, ed entro certi limiti è pure vero. Ciò non toglie, tuttavia, che come dicevo prima la polemica sul presidenzialismo stia diventando ridicola. Il vero problema è che a molti il presidenzialismo piace se s’incarna in una figura gradita, mentre viene demonizzato in caso contrario. Però in una democrazia liberale simili preferenze non dovrebbero contare alcunché. L’ultima parola spetta agli elettori e a chi conquista la maggioranza dei loro voti.
Michele Marsonet
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Non si scopre nulla di nuovo notando che gli interventi del presidente della Repubblica ormai non si contano più. È un’attività frenetica e a tutto campo, che Sergio Mattarella svolge senza posa e senza dar segni di stanchezza a dispetto dell’età non più verde. Poiché gli anni tra poco saranno 85, ammetto che a volte provo un po’ d’invidia (ma leggera, intendiamoci).